Ticket e referti, da ottobre pagamenti e esami medici solo online: Ibm, presto sarà boom del controllo a distanza dei pazienti. Solo cinque le regioni che hanno applicato gli aumenti su specialistica e diagnostica: la manovra costerà 500 euro a fami

Silvio Campione | 18/07/2011 21:30

La sanità elettronica si estende anche verso i pazienti: da ottobre partiranno i pagamenti online dei ticket e referti ed esami medici telematici. La conversione in legge del Decreto sviluppo (decreto legge n. 70 del 13 maggio 2011) "segna un importante passo in avanti verso la semplificazione e la digitalizzazione dei rapporti tra i cittadini e la sanità pubblica. Da un lato - riferisce il ministero della Pubblica amministrazione in una nota - i pagamenti online dei ticket diventeranno la prassi, e pertanto tutte le aziende del Servizio sanitario nazionale dovranno definire le procedure per consentirne al piu' presto l'attivazione.

Dall'altra i cittadini potranno ricevere i referti e gli esami per via telematica, e quindi le stesse aziende hanno il compito di attivarsi per consentirne la consegna tramite web, posta elettronica certificata o altre modalità digitali". Concretamente, "entro 90 giorni dalla pubblicazione della legge n. 106/2011 e su proposta del ministro Renato Brunetta - di concerto con i ministri dell'Economia Giulio Tremonti e della Semplificazione normativa Roberto Calderoli - verrà emanato un decreto del presidente del Consiglio dei ministri che darà piena attuazione alla norma". In questo modo, entro la metà di ottobre, verrà "aggiunto un nuovo tassello per il completamento di digitalizzazione dei servizi sanitari".

La sanità a distanza per Ibm: business milionario

Secondo IBM i dispositivi personali per il controllo a distanza dei pazienti diventeranno un mercato molto florido. Presto però per fare affermazioni definitive, perché ci sono ancora diversi elementi da definire. Le tecnologie per la il controllo della salute a distanza sono una delle future occasioni finanziarie. I dispositivi che controllano il paziente e aggiornano i cosiddetti "caregiver" (dai medici ai parenti) infatti potrebbero presto rappresentare un mercato milionario. Lo ha rilevato IBM con lo studio Future of Connected Health Devices. Lo ha rilevato uno studio eseguito su 1.300 consumatori che già usano questi dispositivi. Emerge una generale soddisfazione, e un desiderio per prodotti di nuova generazione, che siano soprattutto più facili da usare - sia nel rilevare i dati che nel comunicare con altri. E soprattutto ci si aspetta che la condivisione delle informazioni sia in tempo reale. Si tratta dopotutto di una tecnologia che può cambiare la qualità della vita sia delle persone controllate sia di quelle che se ne prendono cura. Un benessere per il quale i consumatori sono ben disposti a pagare: almeno un terzo degli intervistati infatti si aspetta di dare il proprio contributo all'acquisto di questi macchinari (fino a 100 dollari), o di versare un canone mensile per l'assistenza. Secondo IBM è "poco probabile" che una sola società riesca a soddisfare le richieste dei consumatori in modo redditizio. L'azienda auspica quindi collaborazioni tra diverse compagnie; anche perché la diffusione e l'adozione di massa dei dispositivi eHealth dipenderà anche dalla loro interoperabilità, cioè dalla nascita di standard che permette l'interazione senza problemi tra marche e tecnologie diverse. Senza questo tassello, questo nuovo giro d'affari non potrà decollare. "I costruttori di apparecchiature devono essere coinvolti e partecipare attivamente alla stesura di normative future per l'ecosistema dei dispositivi sanitari. Inoltre, per aver successo, i produttori dovranno avere qualcosa in più oltre a dispositivi innovativi e facili da usare. Sarà necessaria un'ampia "consumer experience", che dovrà includere assistenza online e al dettaglio, accessori, informazioni supplementari, formazione e supporto ai social network".

Manovra, così i ticket

L'Italia dei ticket spezzata in due. Da una parte le Regioni che hanno gia' fatto scattare da oggi il pagamento per i cittadini: Liguria, Lombardia, Calabria e Basilicata. Fra queste anche il Lazio dove il pagamento e' stato introdotto oggi a macchia di leopardo solo in alcune Asl, ma dove la governatrice Renata Polverini ha annunciato l'intenzione di alzare le fasce di esenzione. E nel tardo pomeriggio e' partita una circolare dall'assessorato pugliese alle Asl per l'introduzione dei ticket che scattera' da domani, cosi' come per le Marche. Dall'altra parte cresce il fronte delle regioni che hanno detto no all'aggravio di spese sanitarie per i cittadini, fronte che si rafforza con l'ingresso di altre regioni nel gruppo di quelle alla ricerca di soluzioni alternative. Febbrili gli incontri negli uffici degli assessorati regionali, anche in preparazioni della riunione prevista per mercoledi' prossimo con il ministro della Salute Ferruccio Fazio. E di fronte agli sportelli delle Asl non sono mancate le proteste dei cittadini per i quali e' scattato l'aumento di 10 euro per la specialistica e la diagnostica e 25 per i 'codici bianchi' di pronto soccorso. Intanto con l'aumento della contribuzione alla spesa chiesto ai cittadini si assottiglia la differenza fra quanto pagato in una struttura pubblica o in una privata per lo stesso esame o visita specialistica. Inoltre in molte Regioni dove il ticket da pagare in Pronto Soccorso per i cosiddetti 'codici bianchi' già si applicava, a prescindere dall'inserimento del provvedimento in Manovra economica, gli stessi codici sono notevolmente diminuiti, al punto che a pagarli "sono solo il 30%" di quelli che in realtà dovrebbero, ha segnalato il presidente della Fiaso, Giovanni Monchiero. Congelare il ticket sanitario previsto dalla manovra economica, come hanno deciso di fare alcune regioni, ''e' una buona scelta'', ha commentato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, lodando l' Amministrazione dell'Emilia Romagna, una delle prime a pronunciarsi sul ticket. ''Ho visto che qui hanno tagliato alcuni costi della politica e delle amministrazioni. Bisogna continuare fortemente su questo piano, perche' abbiamo bisogno di esempi'' ha spiegato. La prima a partire con l'entrata in vigore dei nuovi ticket e' stata la Basilicata, unica Regione a non avere il ticket per il pronto soccorso. La riscossione è cominciata regolarmente con qualche lamentela dei cittadini. Ticket al via anche in Liguria e dove i cittadini pagano da stamane fino a 50 euro per gli esami del sangue, stante il ticket esistente che può arrivare a 36,12 euro. Il ticket sui codici bianchi era invece già in vigore. In Lombardia, il ticket e' da oggi aggiornato in automatico ai nuovi importi, in tutti gli ospedali, ha confermato la stessa Regione, che pero' sta gia' lavorando per trovare un sistema per compensare questo aggravio. Come hanno ricordato piu' volte in questi giorni gli esperti lombardi, rimangono valide le esenzioni del ticket per gli aventi diritto, come ad esempio i malati cronici. E' iniziato regolarmente anche in Calabria il pagamento della nuova quota di compartecipazione alla spesa. Nel gruppo di coloro che hanno deciso di congelare il provvedimento c'e' il Piemonte, il Veneto, la Toscana, l'Umbria la Val d'Aosta, Trentino Alto Adige (solo per i codici bianchi e non per la specialistica), Emilia Romagna, e Sardegna. Nette le dichiarazioni di alcuni governatori. "I toscani non pagheranno il ticket di 10 euro per la specialistica e la diagnostica. Entro 15 giorni proporremo misure alternative per recuperare comunque quei soldi", ha ribadito il presidente della Toscana Enrico Rossi. Il governatore leghista del Piemonte Roberto Cota spiega invece che per ora si stanno facendo delle valutazioni.

In pochi pagano negli ospedali

In molte Regioni dove il ticket da pagare in Pronto Soccorso per i cosiddetti 'codici Bianchi' già si applicava, a prescindere dall'inserimento del provvedimento in Manovra economica, gli stessi codici sono notevolmente diminuiti, al punto che a pagarli ''sono solo il 30%'' di quelli che in realtà dovrebbero. E' la stima fatta dal presidente della Fiaso, Giovanni Monchiero. ''Non è nostro compito dire se sia giusto o no far pagare i ticket - ha precisato il presidente della Federazione italiana delle Aziende sanitarie e Ospedaliere a margine di un incontro sui costi standard all'Accademia dei Lincei - ma in realtà nelle Regioni che già lo applicavano, e sono molte, è stato sino ad oggi praticamente eluso, mentre un ulteriore aggravio dei ticket sulle visite rischia di rendere le nostre prestazioni economicamente più care di quelle del privato low cost. E questo sicuramente - ha aggiunto ironicamente - contribuirà ad abbattere il problema delle liste di attesa''. Tutto questo avviene, ha proseguito Monchiero, ''intanto perché i medici per non far pagare il ticket hanno classificato 'verdi' i codici che erano 'bianchi', e poi perché molte delle categorie che frequentano i Pronto Soccorso sono esenti''. Ad esempio, prosegue il presidente Fiaso, ''ho sentito stamattina che nella Asl di Milano paga il ticket 1/3 dei codici Bianchi, e posso dire che il dato è verosimile perché coincide con quello della mia Asl''. In generale, ha concluso, ''in media i codici bianchi dovrebbero essere non sotto il 40%, ma nella realtà sono pochissimi, e stranamente diminuiscono nelle Regioni in cui si paga''. Clicchi qui per essere informato.

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