Cosmesi, rallentano le farmacie. Male la grande distribuzione

Redazione DottNet | 18/07/2011 21:41

L'indagine congiunturale proposta dal Centro Studi di Unipro, l'Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche, ha analizzato l'andamento dei canali nel primo semestre 2011 e le previsioni per il secondo semestre 2011. C'è ancora il segno più nel dato preconsuntivo del mercato italiano di cosmetici anche se gli andamenti nei canali son poco omogenei. Nel professionale continua la sofferenza del canale acconciatura, 690 milioni di euro previsti a fine anno con una contrazione di un punto percentuale; meglio i cosmetici venduti nei centri estetici, +1,8% con un valore atteso attorno ai 270 milioni di euro.

 In rallentamento il ritmo di crescita della farmacia, +2% con un volume di vendite di 1.580 milioni di euro che ha ceduto quote marginali alla profumeria, +1,8%, dopo esercizi in calo e un valore di 2.450 milioni di euro. Prosegue l'ascesa del canale erboristeria, +5% per oltre 380 milioni di euro di valore del mercato, agevolata da opzioni di acquisto orientate al green e al naturale. Pesa non poco la contrazione, -1,5% della GDO che con i suoi 3.700 milioni di euro copre il 40% del mercato cosmetico totale e incide non poco sulla crescita media del settore. I terzisti, scheletro fondamentale del sistema produttivo, segnalano buone tendenze di ripresa, +4% a fine 2011, che fanno ben sperare sugli andamenti futuri delle imprese a valle. In un momento stagionale in cui i solari (+3,5%), gli smalti (+4,2%) e i profumi (+2,5%) sono gli item con le dinamiche di domanda più sostenuta, gli imprenditori lamentano l'incremento dei costi delle materie prime e degli insoluti. Proprio grazie alle esportazioni, attese in crescita a fine anno del 19% e un valore prossimo ai 2.860 milioni di euro, il valore della produzione italiana di cosmetici supererà la soglia dei 9.100 milioni di euro alla fine del 2011. Lo comunica l'Ufficio stampa Unipro.Ma vediamo i dati congiunturali nel dettaglio. In rallentamento il ritmo di crescita della farmacia, +2% con un volume di vendite di 1.580 milioni di euro che ha ceduto quote marginali alla profumeria, +1,8%, dopo esercizi in calo e un valore di 2.450 milioni di euro. Prosegue l'ascesa del canale erboristeria, +5% per oltre 380 milioni di euro di valore del mercato, agevolata da opzioni di acquisto orientate al green e al naturale. Pesa non poco la contrazione, -1,5% della GDO che con i suoi 3.700 milioni di euro copre il 40% del mercato cosmetico totale e incide non poco sulla crescita media del settore. I terzisti, scheletro fondamentale del sistema produttivo, segnalano buone tendenze di ripresa, +4% a fine 2011, che fanno ben sperare sugli andamenti futuri delle imprese a valle. In un momento stagionale in cui i solari (+3,5%), gli smalti (+4,2%) e i profumi (+2,5%) sono gli item con le dinamiche di domanda più sostenuta, gli imprenditori lamentano l'incremento dei costi delle materie prime e degli insoluti. "Il settore tiene, nonostante lo scenario economico sia poco confortante - afferma Fabio Rossello, neoeletto presidente di Unipro - la propensione al consumo delle famiglie italiane è penalizzata da una situazione politico finanziaria ancora lontana da soluzioni che favoriscono la ripresa costante dell'economia e le aziende devono impegnarsi non poco per confermare i livelli di competitività che le esportazioni, in forte crescita, confermano da oltre 12 mesi".

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