Anaao, il ticket sui codici non darà risultati. E dalle Regioni ancora no al provvedimento

Sanità pubblica | Silvio Campione | 19/07/2011 20:54

"Non ci sarà alcun ritorno economico per il Ssn dai 25 euro sui codici bianchi. Questo tipo di ticket era già stato sperimentato, ma non ha portato a nessun risultato. Neanche come deterrente agli accessi impropri". Ad affermarlo è Sandro Petrolati, della segreteria Anao-Assomed e medico d'emergenza. A ventiquattro ore dall'entrata in vigore della Manovra economica, e dal conseguente ritorno dei ticket sanitari, quello sui codici bianchi suscita più di qualche perplessità fra addetti ai lavori. Soprattutto sul loro modesto numero rispetto al flusso di accessi ai dipartimenti d'emergenza.

"Su dieci codici bianchi in entrata in pronto soccorso, 8 escono come codici verdi, ossia esenti dal pagamento del ticket - spiega Maria Maddalena Schiano, medico del pronto soccorso dell'ospedale San Camillo di Roma - questo avviene perché la patologia ci permette questo 'shift' o perché spesso il paziente proviene da fasce sociali che non possono permettersi il pagamento. Inutile, dunque, cominciare una procedura che non sarebbe portata a termine". A confermare questo quadro sono anche le tabelle della Società e della Federazione della medicina d'emergenza urgenza (Simeu e Fimeuc): i codici rossi in Italia sono dal 1,5% al 2,5%. I gialli dal 14% al 22%. I verdi dal 59% al 75% e i bianchi - che si riferiscono ai disturbi che non richiedono il ricorso al pronto soccorso - dal 15% al 25%. "Il problema del ticket sulla specialistica - avverte la Schiano - potrebbe esplodere quando alcune fasce deboli della popolazione, riscontrando la cifra troppo alta, sceglieranno il pronto soccorso come rifugio per farsi curare senza pagare. Aumentando i disagi per il nostro lavoro e per il servizio reso". Non solo. "Se il pubblico alza i costi delle proprie prestazioni e non offre un servizio adeguato - sottolinea - il cittadino sceglierà inevitabilmente la sanità privata". Resta comunque  solido il fronte delle Regioni che chiedono il congelamento della norma della manovra che introduce nuovi ticket sanitari per i cittadini, fronte rafforzato dall'alleanza con i sindacati confederali. Atteso l'incontro di oggi fra il ministro della Salute Ferruccio Fazio e gli assessori regionali mentre i tecnici locali sono al lavoro per trovare soluzioni alternative al pagamento imposto ai cittadini. Ma il governatore della Lombardia Roberto Formigoni ricorda che "se il diritto è ancora unitario, le Regioni che si sottraessero al rispetto letterale della legge", non applicando il ticket, "sarebbero imputabili per danno erariale, e l'azione della Guardia di finanza in questo caso è automatica e spontanea". La Cisl ha annunciato di mobilitarsi in tutte le regioni d'Italia perché le strutture sindacali chiedano tavoli di verifica immediati con i presidenti delle Regioni per individuare risorse alternative. A partire dal taglio dei costi della politica, ha spiegato  il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che riunisce la segreteria del sindacato. Anche la Cgil chiede all'esecutivo di cancellare i 'super' ticket sanitari e plaude alle regioni che hanno deciso di non applicarli, auspicando che questa scelta possa diffondersi. La misura prevista dalla manovra, avverte il sindacato di Corso d'Italia, è anche 'dannosa per il servizio sanitario', e quindi, 'a favore del mercato privato della sanità'. Allo stesso modo la Uil giudica l'aumento del ticket sanitario, inserito nella manovra economica, una operazione "scorretta e illegittima". Un incontro pubblico urgente per illustrare ai cittadini l'impatto che la manovra economica avrà sulla popolazione anziana è stato chiesto dalla Federanziani al ministro della Salute, Ferruccio Fazio. La Regione Toscana ha fatto sapere che scioglierà tra una quindicina di giorni il 'nodo-ticket', ma per ora non si paga quello previsto dalla manovra. Due settimane è il tempo che la giunta guidata da Enrico Rossi si è data per studiare misure alternative. Per La Campania l'introduzione degli aumenti sui ticket previsti nella manovra del governo, sarà presa in considerazione solo dopo l'incontro, previsto per domani a Roma, con il ministro Fazio. Il Veneto ha detto no ai ticket per la sanità previsti dalla manovra del governo. Una posizione comunicata e ribadita dal governatore Luca Zaia, sentito anche l'assessore alla sanità Luca Coletto, che mette al riparo almeno fino a fine anno i cittadini dai costi aggiuntivi sul fronte sanitario contenuti nella manovra. Anche in Umbria la Giunta regionale ha confermato la sospensione del ticket per le prestazioni diagnostiche. Sono invece già applicati quelli sui codici bianchi che affluiscono al pronto soccorso degli ospedali. Ferme anche l'Emilia Romagna e la Valle D'Aosta sul non applicare il ticket aggiuntivo di 25 euro sul pronto soccorso ne' quello indiscriminato di 10 euro su visite ed esami. Scatta da oggi invece il pagamento in Sicilia, già operativo anche in Liguria, Puglia, Basilicata, Lombardia e Lazio. Anche l'Associazione Medici Cattolici Italiani di Milano denuncia la grave iniquità della manovra finanziaria proposta dal Governo e approvata dal Parlamento. 'Contrariamente al principio di giustizia secondo cui gli oneri fiscali devono essere distribuiti in proporzione alle capacità economiche dei cittadini, secondo una logica fiscale progressiva, cioè facendo pagare di più a chi è più ricco - si legge in una nota dell'associazione - questa manovra si ispira invece a una logica regressiva, imponendo carichi fiscali maggiori a chi ha minori capacità economiche'. Secondo l'Amci di Milano, 'le classi più deboli ed il ceto medio (lavoratori dipendenti e pensionati), che pagano regolarmente le tasse, sono colpite in modo indiscriminato dal taglio delle agevolazioni fiscali riguardanti i figli a carico, gli asili nido, i contributi previdenziali, l'istruzione e in particolare le spese mediche'. Ecco perché, a giudizio dei medici cattolici milanesi, 'in questa manovra, il malato, prima di essere una persona sofferente, trafitta dal male, è un 'esule', considerato al pari dei titoli di Stato, delle auto di grosse cilindrata e che pertanto deve essere penalizzato per riparare il debito pubblico, quasi fosse una sua colpa. Il Ticket del pronto soccorso è un provvedimento che rischia di penalizzare soprattutto il malato cronico, gli anziani e gli immigrati più poveri. Per costoro anche le prestazione specialistiche saranno più costose, più difficili e protratte nel tempo. Il che potrebbe ulteriormente favorire la sanità privata'. Dito puntato contro la classe politica: 'Nella manovra - polemizza l'Amci di Milano - nessuna traccia alla riduzione dei loro privilegi, della loro indennità, della loro previdenza, dei rimborsi elettorali'. I medici cattolici di Milano, conclude l'Amci nella nota, "si associano al mondo dell'associazionismo per denunciare l'ingiustizia di questa Manovra. Il malato, appunto perché estraneo agli interessi dell'economia sanitaria, è per eccellenza il nostro prossimo, il nostro compagno di viaggio su questa terra, il più sacro. Perché un giorno malati saremo tutti: per tutti vien sera".

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