Al via gli stati generali dei sindacati di area medica: (Fimmg) la manovra penalizza gli mmg con il blocco degli adeguamenti. Fazio, rimoduleremo i ticket

Silvio Campione | 21/07/2011 14:53

Il Servizio Sanitario Nazionale è 'duramente' colpito dalla manovra e il sistema di tutela della salute dei cittadini è 'a rischio'. Così le principali organizzazioni mediche confederali e autonome, insieme ai sindacati della dirigenza, esprimono il proprio 'dissenso' nei confronti dei provvedimenti della manovra economica e convocano per 21 luglio mattina a Roma gli Stati Generali della Sanità con 21 sigle.

 La manovra economica recentemente varata comporta un blocco degli adeguamenti contrattuali, anche per i Medici di Medicina Generale, a tutto il 2014.
Una parte della retribuzione dei medici di famiglia è finalizzata a sostenere gli aspetti organizzativi degli studi medici: personale, attrezzature e locali. Un sondaggio condotto dal Centro Studi della FIMMG in questi giorni ha cercato di capire quali potrebbero essere le conseguenze di questo prolungato ritardo dei rinnovi contrattuali e degli aggiornamenti economici nell’organizzazione lavorativa della Medicina Generale italiana.
Per il 94,7% degli oltre 1000 MMG che hanno partecipato al sondaggio tale situazione costituisce un evidente elemento di rischio per gli investimenti nella propria attività professionale; ne risentiranno in particolare gli investimenti in tecnologia diagnostica, nell’informatica e nel personale di studio. Proprio su questo ultimo aspetto il 60,5% del campione ritiene che possa esser presa in considerazione una riduzione di orario o il licenziamento del personale attualmente di supporto alla propria attività ambulatoriale. E questo potrebbe accadere nonostante da molti venga percepita, per le crescenti incombenze burocratiche, l’esigenza di ulteriore supporto nella propria attività: il 78,3% del campione riferisce infatti che sarebbe disponibile a procedere a nuove assunzioni di personale qualora adeguatamente finanziate. La penalizzazione degli investimenti nell’organizzazione del Medico di Medicina Generale comporterà, per oltre il 95% dei MMG intervistati, un rallentamento nei processi di innovazione tecnologica, con particolare riferimento alla cosiddetta “sanità elettronica”; per il 93,9% del campione sarà impossibile o molto difficile partecipare ad esperienze di medicina di iniziativa.
Le conseguenze per i pazienti potrebbero comportare peggioramenti nell’accessibilità allo studio medico (sicuramente per il 41% e probabilmente per il 35.8% del campione), con il rischio di aumento di accessi al Pronto Soccorso (sicuramente per il 37,8% e probabilmente per il 37,9%) e dei ricoveri ospedalieri (sicuramente per il 34,7% e probabilmente per il 37,6% campione).
Quello che viene tracciato è insomma un quadro preoccupante dove emerge evidente il rischio che il processo di evoluzione dell’assistenza primaria, a cui tutto il Sistema è chiamato, possa bruscamente interrompersi e possano verificarsi effetti fortemente sfavorevoli sulla gran parte dei percorsi e dei livelli assistenziali.

Gli stati generali a Roma

I medici ritrovano l'unità in nome della battaglia contro la Manovra. Compatti, si sono ritrovati oggi a Roma per chiedere al Governo di rivedere una Finanziaria ritenuta "ingiusta, che va a colpire medici, cittadini e che mette a repentaglio l'intero impianto del Servizio sanitario nazionale". Ma lo spazio per cambiarla ancora sembra esserci. I camici bianchi si aspettano infatti modifiche in sede di regolamenti attuativi, altrimenti saranno barricate. Alla mobilitazione permanente, che parte già da oggi, si accompagneranno proteste sempre più incisive fino ad arrivare - come affermato da più rappresentanti sindacali - allo sciopero. Quattro, soprattutto, i punti della manovra che le organizzazioni sindacali trovano 'indigesti': i tagli alla sanità, l'introduzione del ticket, il congelamento delle retribuzioni e il blocco del turnover. Secondo i sindacati, la Manovra approvata venerdì dal Parlamento, "colpisce duramente i medici e i dirigenti del Ssn che vedono bloccati i loro contratti di lavoro per 5 anni e che subiscono tutti i tagli senza sconti. Inoltre - hanno spiegato i sindacati dei dirigenti sanitari, veterinari e amministrativi dipendenti del Ssn e dei medici di medicina generale, specialisti ambulatoriali, pediatri di libera scelta, medici dell'ospedalità privata - il Ssn è il meno finanziato d'Europa e le retribuzioni dei dipendenti sono anch'esse tra le più basse in termini assoluti". Per i rappresentanti sindacali intervenuti questa mattina agli stati generali della sanità, "i medici e i dirigenti del Ssn sono certamente le categorie chiamate a pagare il prezzo più alto al risanamento dei conti pubblici. Anzi - sottolineano - con l'esproprio di 30 mila euro attuato dalle Manovre 2010-2011 pagano la propria quota procapite di debito pubblico". Ma i camici bianchi promettono battaglia. "Per contrastare la Manovra - spiegano - non basta la protesta di un giorno, ma una mobilitazione permanente che consenta di affrontare le scadenze applicative di questa Finanziaria articolando delle iniziative che costringano il Governo a cambiare rotta nell'interesse del Paese". Insomma, i medici dicono "basta ai tagli dei servizi, basta tasse sul lavoro dipendente, basta con la sospensione delle prerogative sindacali, basta con la marginalizzazione del lavoro sanitario esposto ai colpi di una burocrazia sempre più pesante, basta con le caste e le politiche che le sostengono". Per far arrivare questi messaggi, i sindacati daranno vita a una "puntuale informazione nei luoghi di lavoro, ponendosi come punto di riferimento di proteste e proposte per modificare i regolamenti attuativi della Manovra attraverso forme di mobilitazione che nei prossimi mesi porteranno la sanità tutta nelle piazze italiane fino a fermarla". “La giornata di oggi - ha spiegato  il segretario nazionale dell'Anaao Assomed, Costantino Troise - vuole essere un punto di partenza per spingere il Governo a cambiare rotta. La sanità - ha aggiunto - è un valore fondamentale che va salvaguardato". Alla domanda su quali fossero gli strumenti dove intervenire per apportare modifiche alla Manovra Troise ha risposto: "La Conferenza delle Regioni, il Patto per la salute e i decreti interministeriali". Per il segretario nazionale della Fp Cgil medici, Massimo Cozza, il valore della giornata promossa oggi a Roma "è che i sindacati si sono ritrovati tutti insieme per iniziare questo percorso di cambiamento". A chi, parlando della mobilitazione in atto, fa riferimento a un eventuale sciopero, Cozza risponde: "La mobilitazione non esclude nulla. Vedremo e decideremo tutti insieme". Sulla stessa lunghezza d'onda anche il presidente della Cimo-Asmd, Riccardo Cassi: "Noi oggi siamo qui - ha detto - perché è necessario che la categoria sia unita e perché è giusto protestare contro una Manovra che ci colpisce più di altri. Ma se da oggi - ha aggiunto - non parte un movimento di profondo cambiamento del ruolo e della figura del medico che valorizzi la professione, noi ci troveremo di nuovo a lamentare ulteriori tagli o aumenti di tasse a seconda di chi ci governerà in quel momento, senza aver fatto il nostro dovere di sindacati nei confronti di una categoria sempre più demotivata, nonostante eserciti una delle piu' belle professioni del mondo".Agli stati generali hanno preso parte anche i medici di famiglia. Il segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di famiglia (Fimmg), Giacomo Milillo, rivendica il ruolo centrale del camice bianco. "Il numero dei medici - ha detto - sta diminuendo. Stiamo diventando sempre più preziosi. Non svendiamo - è il suo appello - la nostra professionalità come siamo stati costretti a fare negli anni passati. La sfida - ha aggiunto - è cominciare da subito a lavorare a un progetto comune: creare una nuova figura di medico". A parlare senza mezzi termini di un eventuale sciopero e' il segretario nazionale del Sumai-Assoprof, Roberto Lala: "Se non dovessimo incontrare un riscontro in ragione di cio' che riteniamo giusto e legittimo chiedere, cioè salvaguardare il Ssn, mi auguro e sono convinto che porteremo avanti una serie di processi in modo comunitario che potranno sfociare sicuramente anche in proteste forti come uno stato di sciopero che da anni non ci vede uniti. Ma probabilmente ora il bicchiere è colmo". Alla manifestazione è intervenuta anche l'Aaroi-Emac, l'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani emergenza area critica, che ha deciso di pubblicare su alcuni quotidiani nazionali la sua posizione rispetto alla Manovra economica, sottolineando i sacrifici della categoria e la necessità di unirsi ai cittadini per salvare la sanità pubblica. "Ai cittadini - si legge nel testo della lettera che è stata distribuita nel corso dell'evento - chiediamo di difendere insieme a noi la sanità pubblica, un bene comune che deve essere accessibile a tutti e non colpita da tagli economici indiscriminati e senza soluzione di continuità".

Tavolo col ministero per rivedere i ticket

 Per il momento sui ticket sanitari le Regioni andranno verosimilmente avanti in ordine sparso, scegliendo in autonomia se farli pagare ai cittadini o se applicare misure compensative alternative, come previsto dalla Manovra. Nel frattempo, però, partirà a breve un tavolo tecnico ministero della Salute-Regioni per provare a rimodulare i ticket sulla base del 'modello lombardo' (nessun ticket per le ricette al di sotto dei 5 euro, il 30% del valore della ricetta, fino ad un massimo di 30 euro, al di sopra dei 5 euro), oppure sul concetto di appropriatezza, tema da tempo caro al ministro della Salute, Ferruccio Fazio. Sono queste le indicazioni che arrivano dalla riunione della Commissione Salute che oggi ha visto riuniti intorno a un tavolo Fazio e gli assessori Regionali alla Sanità, venuti a Roma per chiedere "un'applicazione più equa" della Manovra economica. "Fermo restando che il ticket è già partito e che non si tratta di una nuova legge ma di una copertura di una legge del 2007 - ha spiegato il ministro al termine dell'incontro - abbiamo concordato con gli assessori di aprire subito un tavolo per poter rimodulare sia questo ticket sia quelli che partiranno nel 2014, in modo tale che non siano ticket aperti a tutti ma che ci siano delle modulazioni che potranno essere o sul modello della Lombardia per fasce di spesa oppure, meglio ancora, sul concetto di appropriatezza". La strada per raggiungere questa via "è complessa", ha aggiunto lo stesso Fazio, ma gli obiettivi fissati dal ministro appaiono chiari: in previsione anche della nuova ondata di ticket previsti per il 2014 l'auspicio è quello di provare a trasformare il ticket sanitario da semplice balzello per fare 'cassa' a una sorta di tassa di scopo che miri a ridurre le prestazioni inappropriate. Non a caso Fazio oggi è tornato a parlare, in prospettiva, anche della possibilità di introdurre "un ticket per i ricoveri inappropriati, in particolare per chi soffre di diabete non scompensato o di broncopneumopatia". Da parte loro le Regioni si mantengono caute ma incassano "la disponibilità del ministro a cercare un percorso diverso". Ma mentre il Friuli Venezia Giulia annuncia che impugnerà davanti alla Corte Costituzionale la manovra finanziaria del Governo per la parte riguardante i ticket, l'assessore della Sanità alla Regione Lombardia, Luciano Bresciani, sottolinea come "il 'modello lombardo' per compensare il ticket sanitario sia stato riconosciuto di grande interesse". Il tutto aggiornato a domani, quando sicuramente il tema ticket sarà affrontato dalla Conferenza delle Regioni.La manovra correttiva dei conti pubblici varata dal Governo non piace a 7 italiani su 10. Lo afferma un sondaggio commissionato dalla Cgia di Mestre all'istituto Panel data, che ha intervistato un campione di 800 connazionali distribuiti su tutto il territorio italiano. Più forte il malcontento nelle regioni del Nord. In particolare, il 73% degli intervistati non apprezza le misure contenute nella finanziaria. Se nel centro Italia la 'disapprovazione' raggiunge il 71,5%, al Sud si attesta al 73,1%, al Nord tocca la punta massima del 74,8%. Sono i ticket sulla sanità la misura più sgradita agli italiani. Secondo il sondaggio Cgia-Panel Data coloro che non apprezzano questo intervento sono il 26,3%: seguono le minori detrazioni fiscali per le famiglie con il 25,7%, le accise sulla benzina con il 19,4%, e l'innalzamento dell'età pensionabile con il 18%. Il campione intervistato ha idee chiare anche rispetto alle categorie sulle quali graverà maggiormente il peso della manovra: il 65,3% ritiene saranno le famiglie, il 18,1% le imprese e il 16,6% gli Enti locali. Ai protagonisti del sondaggi è stato chiesto infine di pronunciarsi sul livello di fiducia nella politica italiana: solo il 18,8% ne ha ancora, mentre l'81,2% non ne ha più. Clicchi qui per essere informato.

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