Ordine di Roma, nasce il tribunale dei diritti del medico

Silvio Campione | 22/07/2011 12:27

Contro "le crescenti inefficienze del Servizio sanitario pubblico e le continue aggressioni" e violenze, anche fisiche, subite dai camici bianchi nasce il Tribunale dei diritti del medico. All'iniziativa - promossa e voluta dall'Ordine dei medici di Roma - hanno già dato la loro adesione professionisti esterni, quali ex magistrati, avvocati, docenti universitari e giornalisti. Il nascente Tribunale si attiverà in tutti quei casi in cui dovesse ravvisare una responsabilità nella gestione della struttura sanitaria ove si verificano disservizi, errori e/o violenze. Conseguentemente l'Ordine di Roma denuncerà coloro che, ai vari livelli, non hanno operato perché fossero rispettate le norme di legge e/o i contratti di lavoro finalizzati alla vera tutela della salute dei cittadini.

 "Dopo anni di denunce delle gravi inefficienze del Servizio sanitario pubblico - sottolinea in una nota il presidente dell'Ordine, Mario Falconi - che costringono i medici a lavorare in condizioni critiche e a subire sempre più frequentemente le proteste e le violenze di cittadini esasperati, ora diciamo basta a recriminazioni ipocrite e a promesse elettorali non mantenute". "Siamo arrivati vicini al punto di non ritorno visto che si viene aggrediti anche quando si è fatto appieno il proprio dovere e si è operato con tenacia, oltre ogni ragionevole limite, per riportare in vita una sfortunata bambina giunta al pronto soccorso in arresto cardio-respiratorio", sottolinea Falconi con riferimento al decesso della bimba di 11 anni avvenuto lunedì sera al San Filippo Neri. Per il presidente dell'Ordine di Roma, "occorre, peraltro, ricordare nuovamente come tutto il personale sanitario in quella drammatica circostanza abbia operato con un altissimo livello di professionalità. A tale proposito incontreremo nei prossimi giorni il collega aggredito al quale daremo piena assistenza legale e lo affiancheremo costituendoci parte civile". L'Ordine dei camici bianchi romani individua, ancora una volta, le cause prevalenti di disservizi, errori, violenze verbali e fisiche "nel contesto esasperato e inidoneo in cui ormai i medici sono costretti a operare e che investe quasi tutte le strutture sanitarie. Contesto caratterizzato sempre più da blocchi contrattuali e del turn-over, dal dilagare del precariato, da turni di lavoro stressanti e in ambienti spesso strutturalmente inadatti". Clicchi qui per essere informato.

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