Marino (pd): il ticket trasforma i medici in esattori. Fazio: i malati cronici non pagano. Anaao, bene i tavoli tecnici proposti da Errani

Sanità pubblica | Silvio Campione | 21/07/2011 21:16

'Il ticket trasforma i medici del pronto soccorso in esattori delle tasse. Non sono d'accordo con il ministro della Salute Ferruccio Fazio che auspica di usare il ticket per migliorare l'appropriatezza. E' un tassa comunque iniqua. Le misure contenute nella manovra penalizzano le persone che, impaurite per un sintomo o un dolore inaspettato, si recano al pronto soccorso e sono costrette a fare questa scelta per l'assenza di assistenza sul territorio, quella di cui tanto si parla. Inoltre, costringe gli ospedali in sostanza a dire a una persona: 'la tua paura costa 25 euro' '. Così Ignazio Marino, senatore del PD e presidente della Commissione d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, dopo gli Stati Generali della Sanità che questa mattina hanno riunito a Roma tutte le sigle sindacali mediche e della dirigenza medica.

 'A questo si aggiunge l'ulteriore ticket di 10 euro sulle analisi - continua Marino - che spinge inesorabilmente i cittadini verso la sanità privata. Un semplice esempio si può fare con l'ecografia alla mammella: la prestazione in un ospedale pubblico da lunedì scorso costa 45 euro con un tempo di attesa che, in alcune circostanze, può essere di diversi mesi; in privato, invece, ad esempio in alcuni centri di Roma che per fare un test ho chiamato, costa circa 80 euro e si può eseguire il giorno successivo alla prenotazione. Cosa immaginiamo che sceglierà una donna, preoccupata per un nodulo al seno, che può permettersi di pagare un po' di più?'. Pronta la replica del ministero sia a Matino che a Federanziani, che hanno chiesto di chiarire quali siano le prestazioni gratuite   per un paziente alla quale sia stata riconosciuta l'esenzione dal pagamento del ticket per una determinata malattia cronica: sono indicate nel decreto ministeriale 329 del 1999 e dalle sue modificazioni le esenzioni dai ticket per le malattie croniche: le prestazioni erogabili in esenzione rispondono ai criteri di appropriatezza, ai fini del monitoraggio dell'evoluzione della malattia, e di efficacia per la prevenzione degli ulteriori aggravamenti. Il decreto 329/99 definisce per ogni malattia e condizione cronica e invalidante l'insieme di prestazioni esenti - indica il ministero - tenendo conto delle necessità di prevenire gli ulteriori aggravamenti e le complicanze più frequenti e monitorare gli effetti collaterali del trattamento. Per la procedura di riconoscimento, l'esenzione deve essere richiesta all'Azienda Usl di residenza, presentando un certificato medico che attesti la presenza di una o piu' malattie incluse nel d.m. 28 maggio 1999, n. 329 e successive modifiche. Il certificato deve essere rilasciato da un presidio ospedaliero o ambulatoriale pubblico. Per essere incluse nell'elenco allegato al decreto - prosegue il ministero - le malattie devono presentare caratteristiche rispondenti ai criteri generali definiti dal d.lgs. 124/98: gravità clinica, grado di invalidità e onerosità della quota di partecipazione derivante dal costo del relativo trattamento. Per valutare l'onerosità del trattamento si prende in considerazione il ticket richiesto per l'esecuzione delle prestazioni e la frequenza con la quale esse devono essere effettuate. Il provvedimento prevede il diritto all'esenzione per le prestazioni individuate tra quelle incluse nei livelli essenziali e uniformi di assistenza, nonché assoggettate alla partecipazione al costo ai sensi della normativa vigente (ad esempio, non viene presa in considerazione l'assistenza farmaceutica che, a livello nazionale, non è assoggettata a ticket). Intanto l'Anaao Assomed valuta "positivamente" l'incontro svoltosi  con il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, per valutare insieme gli effetti della Manovra economica per quanto riguarda la parte sanitaria, sottolineando che lo stesso Errani ha dichiarato la disponibilità "ad attivare periodici tavoli tecnici per trovare insieme soluzioni che rendano sostenibile il sistema universalistico, attraverso la definizione di linee guida condivise che investano anche i campi della appropriatezza e della innovazione". A partire dalla condivisione del "netto disaccordo con i contenuti della manovra economica varata dal Governo - spiega il sindacato della dirigenza medica - è stato concordato un percorso per esplorare spazi interpretativi e modalità applicative che consentano di allentare la morsa sulle categorie professionali del Servizio sanitario nazionale a salvaguardia del diritto alla salute dei cittadini". Nell'incontro odierno, ha spiegato Massimo Cozza della Cgil, è stato ribadita la contrarietà nei confronti del ddl sul governo clinico. ''Errani - ha riferito Cozza - ha ribadito la contrarietà che il Parlamento legiferi senza interpellare le Regioni e senza che si prevedano finanziamenti adeguati. E' stato così per la normativa sulle cure palliative e sull'ammodernamento delle farmacie. L'applicazione di quest'ultima sarebbe stimata dalle Regioni in 1 mld e 200 mila euro in più''. Ma i problemi ci sono anche per i medici di famiglia perché a causa dei provvedimenti contenuti nella Manovra economica, che blocca gli adeguamenti contrattuali anche per i medici di Medicina generale a tutto il 2014, il 60,5% dei medici di famiglia ritiene che possa esser presa in considerazione una riduzione di orario o il licenziamento del personale attualmente di supporto alla propria attività ambulatoriale. E' quanto emerge da un sondaggio condotto dal centro studi della Fimmg. Secondo la quasi totalità dei medici (94,7%), inoltre, il ritardo dei rinnovi contrattuali "costituisce un evidente elemento di rischio per gli investimenti, non solo di personale ma in tecnologia diagnostica, nella propria attività professionale". Infine la penalizzazione degli investimenti nell'organizzazione del medico di Medicina generale comporterà, per oltre il 95% dei medici intervistati, un rallentamento nei processi di innovazione tecnologica, con particolare riferimento alla cosiddetta sanità elettronica. Fazio ha toccato anche l’argomento  codici verdi al pronto soccorso 'che resta  un problema reale'. Su questo fronte il ministro ha annunciato che è allo studio una riforma del 'percorso di emergenza-urgenza' per spostare i codici verdi sul territorio e fare in modo che il malato vada dal medico di medicina generale e poi in ospedale. 'La manovra - dichiara Elio D'Orazio, coordinatore di Age Platform Italia - è drammaticamente iniqua e clamorosamente sbilanciata a danno delle categorie sociali più deboli. Permangono i tagli di risorse alle Regioni e agli enti locali che si tradurranno in ulteriori tagli alla spesa sociale, permane pur se innalzato il blocco del recupero della inflazione programmata sulle pensioni, permangono i tickets sulla diagnostica e sul pronto soccorso, vengono tagliate le 480 detrazioni fiscali a danno delle famiglie. Sono invece insignificanti gli interventi sulle pensioni d'oro. Tutto questo continuerà a far crescere la condizione di povertà delle persone anziane e delle famiglie, specie quelle con un solo reddito e metterà a rischio ulteriore la loro salute'. Age Platform Italia chiede che 'tali provvedimenti vengano ritirati e che le risorse vadano reperite nelle fasce sociali che accumulano ricchezza spesso frutto di speculazione, evasione fiscale, privilegio e che dispongono di grandi patrimoni e che i tagli alla spesa pubblica riguardino soprattutto gli sprechi, gli enti inutili, i privilegi della politica' e chiede infine al Governo italiano ed europeo di 'predisporre misure che impediscano ai mercati finanziari di continuare a produrre disastri sui risparmi dei cittadini e di introdurre una significativa tassa sulle transazioni finanziarie speculative'.

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