Sulla sanità l’Italia è divisa in due: al Sud niente qualità e al top per le spese

Silvio Campione | 24/07/2011 21:17

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L'Italia della sanità? Quasi due Paesi diversi piuttosto che due facce di uno stesso Paese, secondo Saniregio2, il modello econometrico con cui Cerm, centro studi indipendente su competitività, regole e mercati, confronta il grado di efficienza di spesa e di qualità dei sistemi sanitari delle Regioni italiane. Sono cinque - secondo il Cerm - le Regioni per le quali il gap di efficienza e di qualità risulta particolarmente forte: Campania, Sicilia, Puglia, Calabria e Lazio. Per raggiungere il benchmark rappresentato dalla regione Umbria, la Campania - dice il Cerm - dovrebbe ridurre la spesa di oltre il 33% e aumentare la qualità di quasi il 90%. La Sicilia dovrebbe ridurre la spesa di oltre il 24% e aumentare la qualità anch'essa di quasi il 90%. La Puglia dovrebbe ridurre la spesa di quasi il 24% e aumentare la qualità di oltre il 96%.

La Calabria dovrebbe ridurre la spesa di poco più 15% e aumentare la qualità di oltre il 132% (un più che raddoppio). Il Lazio, infine, dovrebbe ridurre la spesa di quasi il 13% e aumentare la qualità di oltre il 76%. Nel complesso, le cinque Regioni più devianti - sottolinea la ricerca del Cerm - potrebbero liberare risorse per circa 9,4 miliardi all'anno, più del 77% delle risorse, oltre 12 miliardi equivalenti a circa lo 0,8% del Pil. Il Rapporto CERM 2011, individua, dunque, l'Umbria come modello per la gestione della Sanità e la colloca al primo posto tra le Regioni italiane sia per la capacità di controllo della spesa (spesa pro-capite più bassa) che per l'alta qualità delle prestazioni erogate (efficacia degli interventi sanitari, livello di soddisfazione dell'assistenza sanitaria, andamento della mobilità e rischio di ospedalizzazione). Lo studio valorizza le risorse che potrebbero liberarsi nel Servizio Sanitario Nazionale, qualora tutte le Regioni si attestassero al livello dell'Umbria, sia per livello di spesa che per qualità, dimostrando che la spesa sanitaria nazionale si ridurrebbe di ben 12 Miliardi di euro. L'Umbria a confronto con le altre Regioni', cui ha preso parte, tra gli altri, la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, e Nicola Salerno, curatore dei 'Rapporti SaniRegio 2011 e Benchmarking'. Dallo studio emerge, che tutti gli studi di valutazione della qualità ed efficienza dei servizi sanitari regionali, condotti negli ultimi 2 anni, hanno collocato l'Umbria fra le tre Regioni incluse nel gruppo di eccellenza (Regioni benchmark) su cui calcolare i costi standard. A conferma dell'eccellenza raggiunta sui livelli di spesa, secondo i dati della stessa Corte dei Conti emerge come solo l'Umbria, insieme alla Lombardia, risulta tra le due Regioni a statuto ordinario che sono riuscite a conseguire risultati economici positivi con le sole risorse garantite dallo Stato e senza perciò dover aggiungere ulteriori fondi regionali per il finanziamento della Sanità (compresi tasse e ticket). Intanto c’è stata una prima riunione operativa fra il Ministro dell'Economia, Giulio Tremonti e i Presidenti delle Regioni del mezzogiorno. Ad affermarlo è il senatore Antonio Gentile sottosegretario all'Economia e alle Finanze. Presenti i presidenti Stefano Caldoro (Campania), Giuseppe Scopelliti (Calabria), Giovanni Chiodi (Abruzzo), Angelo Iorio (Molise) e gli assessori Gaetano Armao (Sicilia), Michele Pelillo (Puglia) e Rosa Gentile (Basilicata). 'L'incontro - afferma il sottosegretario Gentile - al quale hanno partecipato il sottosegretario Bruno Cesario, il capo gabinetto del Ministro, Vincenzo Fortunato ed il Ragioniere Generale dello Stato Mario Canzio, è servito a delineare gli obiettivi di sviluppo per l'intera area del mezzogiorno, anche alla luce della necessità di implementare la spesa dei fondi comunitari destinati alle aree ad obiettivo uno'. 'Il Governo e le Regioni - sostiene Gentile - hanno discusso di risorse Fas, fondi strutturali, sanità ed edilizia sanitaria, zone a burocrazia zero e distretti turistici, Banca del Mezzogiorno, Piano Casa, Credito d'Imposta. Si tratta dell'avvio operativo di un percorso virtuoso e di reciprocità voluto fortemente dal Ministro Tremonti e recepito positivamente da tutti i rappresentanti delle Regioni del mezzogiorno. E' emersa la volontà comune di realizzare obiettivi concreti finalizzanti ad uno sviluppo organico e riducendo fortemente gli ostacoli burocratici che limitano la spesa. La riunione al tavolo tecnico è stata aggiornata a giovedì 28 luglio con la partecipazione, oltre che del ministro Tremonti anche dei ministri della Salute, Ferruccio Fazio e delle Regioni, Raffaele Fitto.