Il grande affare della Sogei, la società che gestisce la spedizione dei certificati online: un sistema per “gli amici”. Inchiesta di DottNet

Sanità pubblica | Silvio Campione | 25/07/2011 11:53

Sicuramente gli iscritti a Dottnet ricordano l’inchiesta sulla Sogei, la società che gestisce la piattaforma deputata alla spedizione dei certificati online (e presto delle ricette), che pubblicammo lo scorso 7 febbraio . L’indagine ci consentì di risalire ai vari passaggi tra il ministero dell’Innovazione e la Sogei che però fa capo al ministero dell’Economia. E oggi affiorano altri particolari che fanno tornare alla ribalta delle cronache l’azienda: questa volta, però, si tratta di appalti sospetti e lavori truccati concessi, appunto, alla Sogei. Tutto si concentra su Marco Milanese, uomo di fiducia di Tremonti, il ministro dell’Economia, il suo ex consigliere che gli avrebbe anche affittato la casa di via Campo Marzio a Roma.

L'indagine sul "sistema Sogei", che per competenza va alla procura di Roma ed è tutta racchiusa in un faldone di oltre mille pagine, punta sulla storia dei presunti scambi di favori intercorsi tra il plenipotenziario del ministro, Milanese, che curava anche i rapporti di rappresentanza tra Sogei e il ministero del Tesoro, e la società Edil Ars di Angelo Proietti. Quest’ultimo, secondo gli inquirenti, sarebbe il beneficiario dei "numerosissimi appalti" concessi dalla  Sogei mediante trattativa privata, anche quando "non ricorrevano i presupposti" -  così è scritto nelle informative di polizia - che si richiedono per agire senza gara. Un groviglio di violazioni di norme e vantaggi privati, e al centro ecco riemergere la vicenda di quei lavori di ristrutturazione eseguiti, per 200mila euro, nella casa presa in fitto da Milanese, la sontuosa residenza di via Campo Marzio in cui abitava (fino a 20 giorni fa) il ministro Tremonti. In questa vicenda ci sono, dunque, tre indagati: con Milanese, risulterebbero sia Proietti, l'imprenditore "prediletto" da Sogei con la lunga sequenza di lavori per decine di milioni di euro, sia Sandro Trevisanato, ex presidente della Sogei, fonte ormai di troppe ombre e non a caso commissariata da una settimana. Lo stesso Trevisanato, avvocato veneziano 73enne da sempre vicino a Tremonti, nonché suo ex sottosegretario nel primo governo Berlusconi, è lo stesso presidente della Fondazione Casa delle Libertà finita al centro dell'altro filone d'inchiesta romano su Milanese: quello in cui si evidenzia che la società Eurotec, mentre pagava "in natura" Milanese, ripagandolo di alcune nomine con l'acquisto gonfiato di una lussuosa barca, effettuava i bonifici a quella Fondazione. Nel 2008 Trevisanato – scrivemmo nella nostra inchiesta -  si vide rinnovare il suo mandato al vertice della Sogei, nonostante  inizialmente dovesse andare al Poligrafico di Stato. Tuttavia “forti pressioni” convinsero Tremonti a lasciarlo alla guida della Sogei grazie anche al rapporto “molto stretto” che aveva maturato  con il ministro della funzione pubblica Brunetta. D’altra parte tutti sanno quanto i due siano stati legati:  sono entrambi di Venezia e, con l’appoggio incondizionato del ministro, Trevisanato è  entrato come consigliere di amministrazione nella Save (l'aeroporto di Venezia), è presidente della Venezia terminal passeggeri spa e della Venezia terminal passeggeri events srl (che fanno capo entrambe allo stesso aeroporto e all'autorità portuale del capoluogo veneto). In più è anche titolare dello studio legale Trevisanato con sedi a Venezia, Treviso e Roma che annovera tra i suoi clienti anche Brunetta (e non solo). La gratitudine di Trevisanato nei confronti di Brunetta ebbe un altro riscontro: amministratore delegato della Sogei divenne Marco Bonamico, ex direttore generale del Formez (struttura che anch’essa dipende  dal ministero di Brunetta), fedelissimo del ministro dell’Innovazione. E nel Cda c’era anche quell’Attilio Befera, capo di Equitalia, una presenza che non è casuale e che s’intreccia con  la storia della Sogei, iniziata a metà degli anni '70 quando in occasione della riforma fiscale fu affidato alla società il compito di creare una moderna anagrafe tributaria.  La Sogei era stata, in passato, duramente censurata dalla Corte dei Conti. Ma che cosa risponde Proietti sulla società informatica? Agli  investigatori  ha sottolineato come la Sogei, fosse soltanto u6na delle sue committenze. Dice di aver  sempre lavorato molto più in alto: era un imprenditore di fiducia in Vaticano. Ma un altro importante tassello dell'indagine sono le dichiarazioni di Fabrizia Lapecorella, direttore generale del Dipartimento della Finanze. "Già all'indomani dei rilievi della Corte dei Conti - ha ricordato Lapecorella al pm - disponemmo un'ispezione per verificare le procedure di Sogei". L'audit produce un'articolata relazione, ora agli atti. E conferma che in quella società controllata dal Tesoro non c'erano troppe regole, ma amici. Era il sistema Sogei. Ed ecco la nota del ministero dell’Economia, emesso due settimane fa circa: “In data odierna, la maggioranza dei consiglieri di amministrazione di Sogei ha rassegnato le dimissioni dalla carica. Nella prima assemblea utile della società, pertanto, si determinerà la conseguente decadenza dell’intero consiglio”. La decadenza era stata ampiamente annunciata, c’era solo da decidere quando e come sarebbe avvenuta. Infatti nella manovra finanziaria era stata inserita, non si sa quanto strumentalmente, la fusione di una parte del Poligrafico dello Stato nella Sogei per risolvere una volta per tutte il problema della carta d’identità elettronica. La nuova società avrebbe comportato automaticamente la decadenza dei rispettivi Consigli di amministrazione. Nella nostra inchiesta rilevammo anche la presenza di Attilio Befera, gran capo di Equitalia,  nel Cda della Sogei. E Befera ha sicuramente avuto un ruolo  in questa brusca accelerazione dei tempi, una spinta dovuta ai malumori ripetutamente manifestati  per la discutibile gestione dell’Anagrafe Tributaria, oppure la caduta degli dei che avevano sponsorizzato il ritorno di Sandro Trevisanato alla presidenza di Sogei e di Marco Bonamico come amministratore delegato, o ancora l’effetto combinato di queste due cause. Sta di fatto che la Sogei sta cambiando i vertici in un turn over da record:  in cinque anni infatti il giro di poltrone è stato vorticoso, spinto sì dallo spoil system politico, ma non solo. Comincia Prodi (o meglio, Padoa Schioppa) nel 2006 col mandare a casa Trevisanato (ex sottosegretario del primo governo Berlusconi) e l’amministratore delegato Aldo Ricci, sostituiti rispettivamente da Gilberto Ricci e Valerio Zappalà. Il loro mandato è breve perché, tornato Berlusconi, tornano nel 2008 anche i due “defenestrati”, col beneplacito del ministro dell’Economia e del suo consigliori Marco Milanese (che rispunta). Altro giro, altre buonuscite milionarie, che fanno andare su tutte le furie persino la Corte dei Conti. Ma le cose non vanno come dovrebbero, tant’è che anche il Ministero dell’Economia che ha sponsorizzato il ritorno dei due deve prendere atto che la scelta dei fornitori, le procedure di affidamento delle commesse, l’output anagrafico, lasciano assai a desiderare e, come si fa nel calcio, tocca cambiare l’allenatore. Al posto di Aldo Ricci, arriva dal Formez nel 2009 Marco Bonamico, neppure lui inviso al consigliere politico di Tremonti, che non fa quasi in tempo a prendere coscienza dei tanti problemi di Sogei che oggi viene “dimissionato”. E presto potrebbe sbarcare Cristiano Cannarsa, responsabile dell'area finanziamenti della Cassa depositi e prestiti, come nuovo amministratore delegato. Cannarsa, molto stimato da Gianni Letta e fino a qualche mese fa consigliere di amministrazione di Terna, aprirebbe una nuova stagione dopo quella, assai breve, di Bonamico. La storia della Sogei, inizia a metà degli anni '70 quando in occasione della riforma fiscale fu affidato alla società il compito di creare una moderna anagrafe tributaria.  Oggi con i suoi 1.750 dipendenti governa la più grande rete telematica europea di servizi online per i cittadini. Di fatto, è questo il "cervello" che guida il grande occhio fiscale da cui  filtrano ogni anno, per esempio, 30 milioni di dichiarazioni dei redditi, quattro milioni di comunicazioni Iva, 90 milioni di pagamenti telematici e oltre sette milioni di atti del registro. E 25 milioni di certificati di malattia, come prevedono da Palazzo Vidoni e dall’Inps.  Ma Sogei assicura anche i servizi telematici per le agenzie fiscali (Entrate, Demanio, Territorio e Dogane) con oltre 100 milioni di documenti trasmessi telematicante, fornisce ai Monopoli di Stato soluzioni tecnologiche per il check up sui giochi, dall'Enalotto a "Win for life, emette le tessere sanitarie e supporta Equitalia nella riscossione, oltre che regioni ed enti locali nell'ambito del federalismo fiscale.Clicchi qui per essere informato.

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