Vietato il cumulo tra pensione e redditi da lavoro del dirigente medico riassunto

Giovanni Vezza | 26/07/2011 09:36

enpam pensione

L’Inpdap in data 07.06.2011, ha emanato la nota operativa n. 22 con cui chiarisce, in merito alle modifiche apportate dalla legge n. 183/2010 c.d. “Collegato Lavoro”, in relazione al collocamento a riposo dei dirigenti medici e del ruolo sanitario, che questi possono lavorare fino al compimento dei 70 anni, e qualora taluno abbia optato per la cessazione dell’attività lavorativa prima del raggiungimento di tale soglia, e risultava in servizio al 31 gennaio 2010, ha la facoltà di chiedere la riassunzione. In tal caso, però, i redditi derivanti dalla pensione e dal lavoro derivanti dalla riassunzione non sono cumulabili. 

Riguardo alle modifiche introdotte in materia di collocamento a riposo dalla legge n. 183/2010, l’INPDAP chiarisce che l'articolo 22, comma 1, stabilisce, come limite massimo di età per il collocamento a riposo dei dirigenti medici e del ruolo sanitario del Servizio sanitario nazionale (compresi i responsabili di struttura complessa), il compimento del sessantacinquesimo anno di età, ovvero, su istanza dell'interessato, al maturare del quarantesimo anno di servizio effettivo. In ogni caso, secondo quanto previsto dalla legge 183/2010, il limite massimo di permanenza non può superare il settantesimo anno di età e la permanenza in servizio non può dar luogo ad un aumento del numero dei dirigenti. A tal proposito l’INPDAP chiarisce che il canale di età pensionabile, collegato alla maturazione del quarantesimo anno di servizio effettivo, è stabilito ad istanza dell'interessato e può essere applicato anche ai dirigenti medici e del ruolo sanitario del Servizio sanitario nazionale in servizio alla data del 31 gennaio 2010 che chiedano di essere riassunti ai sensi della disposizione in oggetto. L'esercizio di tale facoltà da parte del lavoratore, e la conseguente riassunzione in servizio, per i dirigenti già cessati ma in servizio alla suddetta data, determina necessariamente il venire meno dell'individuazione del titolo "limiti di età" per le risoluzioni del rapporto di lavoro avvenute al compimento del 65° anno di età, in quanto la nuova età pensionabile è individuata alla maturazione dei 40 anni di servizio effettivo e nel limite dei 70 anni di età. L’esercizio dell’istanza, secondo quanto chiarito dall’INPDAP, produce in relazione al trattamento pensionistico, due principali conseguenze:

1. considerato che la prima cessazione dal servizio (ovvero quella antecedente all’istanza e alla reintegrazione al lavoro del dirigente medico) deve considerarsi avvenuta per motivi diversi da limiti di età, trovano applicazione le disposizioni di cui agli articoli 133 e 134 del DPR n. 1092/1973 che sanciscono, nei casi di derivazione, continuazione o rinnovo del rapporto di lavoro, il divieto di cumulo tra trattamento pensionistico spettante per il precedente rapporto (conclusosi per motivi diversi dai limiti di età) e trattamento economico relativo alla rinnovata attività lavorativa;

2. analogamente, la cessazione dal servizio con 40 anni di anzianità contributiva non consente l'equiparazione, ai fini del regime di cumulo, con il pensionamento derivante da raggiungimento dei limiti di età; tale equiparazione, sempre nei casi di scelta per il secondo canale di età pensionabile, sussiste solo al raggiungimento di 40 anni di servizio effettivo.

Alla luce di tali considerazioni, l’INPDAP annuncia, infine, che il regime di cumulo applicabile ai medici che abbiano usufruito della facoltà di riassunzione in servizio in applicazione del citato articolo 22, comma 3, della legge n. 183/2010 verrà sottoposto a verifica. Si ricorda che per l’ENPAM questa nuova disposizione trova applicazione solo con riferimento ai medici transitati alla dipendenza, che saranno gestiti come i normali dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale. Per i professionisti convenzionati con il SSN, invece, il limite massimo di età per il collocamento a riposo è già da tempo fissato a 70 anni.

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