Oms, troppe inefficienze nel mondo

Redazione DottNet | 14/10/2008 16:02

Troppe inefficienze e troppe disparità tra Paesi e all'interno dei singoli Paesi minano l'accesso all'assistenza sanitaria: lo denuncia l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

Nel Rapporto 2008 sullo stato della salute nel mondo l'Agenzia dell'Onu preconizza un ritorno all'assistenza sanitaria primaria, e quindi globale, e critica i modelli sproporzionatamente focalizzati su specifiche malattie, come pure l'eccessiva attenzione alle tecnologie di punta e alle cure specializzate. Il divario tra la speranza di vita nei Paesi più ricchi e in quelli più poveri supera ormai i 40 anni, deplora lo studio dell'Oms. Sul piano mondiale, le spese pubbliche per la salute variano da 20 dollari all'anno pro capite a più di 6mila, mentre 100 milioni di persone precipitano sotto la soglia di povertà a causa delle spese sanitarie che devono affrontare da sole. Inoltre - rileva lo studio - su un totale di 136 milioni di donne che partoriranno quest'anno, quasi 58 milioni non beneficeranno di alcuna assistenza medica, nè durante il parto, nè dopo. Per l'Oms, le disparità sono in generale più pronunciate quando la salute è trattata come una merce e le cure sono guidate dalla ricerca del profitto, con risultati prevedibili: esami e procedure non necessarie, soggiorni ospedalieri più lunghi e più frequenti, costi globali più alti ed esclusione di chi non può pagare. Nelle zone rurali dei Paesi in via di sviluppo - afferma l'Oms - le cure tendono ad essere frammentate in iniziative o progetti particolari, mentre un migliore ricorso alle misure preventive esistenti potrebbe ridurre il peso mondiale delle malattie fino al 70%. Secondo il Rapporto annuale dell'Oms - intitolato 'Sanità primaria. Adesso più che mai' - un approccio fondato sull'assistenza sanitaria primaria potrebbe sanare molte disparità e inefficienze. Non a caso il Direttore generale dell'Oms Margaret Chan ha voluto presentare il testo proprio in Kazakhstan, in occasione del 30/o anniversario della Conferenza internazionale di Alma Ata del 1978 per l'assistenza sanitaria primaria e un approccio olistico alla salute, che include la prevenzione e coinvolge famiglie e comunità. Nonostante alcuni progressi, le disparità in materia di risultati sanitari e d'accesso alle cure sono più grandi oggi rispetto al 1978. ''Considerate le tendenze attuali, l'assistenza sanitaria primaria appare sempre più come un modo appropriato di riportare lo sviluppo della salute sui binari'', ha osservato Chan.

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