Fascicolo sanitario elettronico: costituito a Roma l’Osservatorio per monitorare e uniformare le attività nelle regioni. La situazione in Italia

Silvio Campione | 26/07/2011 19:48

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Dopo la pubblicazione delle linee guida del Fascicolo Sanitario elettronico da parte del ministero della Salute, arriva anche l’Osservatorio che ha tra gli obiettivi la promozione di studi e ricerche in Italia e all'estero; la valorizzazione dell'attività di equipe di studiosi appartenenti alle varie discipline universitarie nazionali e internazionali; il reperimento di risorse finanziarie da destinare all'attivazione di borse di studio; il confronto tra esperienze esistenti in Italia e nel resto del mondo.

L’Osservatorio è stato  costituito  a Roma, su iniziativa dell'Istituto dei tumori di Napoli, Fondazione Pascale, e da Federsanità Anci e a cui hanno già aderito l'Azienda ospedaliera di Avellino, Giuseppe Moscati, l'Ussl 16 di Padova e l'Ussl 7 di Pieve di Soligo. 'La creazione di un Osservatorio permanente sul Fascicolo sanitario elettronico si è resa necessaria - dice Tonino Pedicini, direttore generale del Pascale e neoeletto coordinatore dell'Osservatorio - al fine di monitorare le molteplici iniziative in fase di realizzazione-attivazione nelle aziende sanitarie delle varie regioni italiane con lo scopo di uniformarle e indirizzarle nel percorso definito dalle linee guida Ministero-Regione del 2010 in base alle quali entro il 2012 l'Fse sarà disponibile su tutto il territorio nazionale e consentirà di migliorare enormemente l'assistenza sanitaria, permetterà di intervenire rapidamente e efficacemente in caso di emergenze, agli operatori verrà infatti consentito di inquadrare immediatamente i pazienti, oltre a far risparmiare notevoli risorse al sistema sanitario'. Ma affinché ogni Regione non prenda iniziative autonome ecco la necessità di dare vita a un organismo di monitoraggio come l'Osservatorio. Alla firma dello statuto oltre al manager dell'Irccs di Napoli, hanno preso parte Angelo Lino Del Favero, nella doppia veste di presidente Federsanità Anci e direttore Ulss Pieve di Soligo, Fortunato Rao, direttore generale Ulss di Padova e Giuseppe Rosato, manager del Moscati di Avellino. L'Osservatorio ha sede a Roma presso gli uffici di Federsanità. Il Fascicolo Sanitario Elettronico è in fase avanzata di sperimentazione in quasi metà delle Regioni italiane. Secondo la  FIASO - Federazione italiana delle aziende sanitarie ed ospedaliere - il 43% delle Asl, il 62% delle aziende e dei presidi ospedalieri e il 19% degli ambulatori territoriali fanno in qualche misura uso del FSE.  Il FSE è conosciuto dal 71% dei medici di famiglia e pediatri di libera scelta, dal 67% dei medici ospedalieri e specialisti, dal 29% degli infermieri e dal 5% dei farmacisti. Con il FSE sono gestite il 52% delle prestazioni specialistiche ed ospedaliere, il 33% delle prestazioni farmaceutiche e il 24% di quelle di pronto soccorso. Il 95% delle Regioni dichiara di avere previsto, di avere in corso di realizzazione o di aver già attivato almeno un sottosistema per la prescrizione elettronica (adottata prevalentemente per l’assistenza specialistica e, a decrescere, per farmaceutica e ricoveri) mentre sistemi o sottosistemi di anagrafe sono in corso di realizzazione o sono stati già avviati nel 90% delle Regioni. Tra i sistemi più diffusi, scelta e revoca del medico di famiglia e portali di accesso ai servizi rivolti sia agli operatori sanitari che ai cittadini. 6 Regioni - Lombardia, Provincia autonoma di Bolzano, Liguria, Toscana, Basilicata, Sardegna - hanno già garantito l’accesso online ai servizi sia ad Asl e ospedali che a operatori sanitari.  Ma solo il 43% delle Regioni dichiara di gestire almeno una parte dei propri contenuti informativi sanitari con il FSE, prevalentemente usato per la gestione di prescrizioni, prestazioni, referti, lettere di dimissioni, emergenza-urgenza, patologie e cronicità. Solo in 7 Regioni - Lombardia, Friuli, Emilia Romagna, Toscana, Calabria, Sicilia, Sardegna – Il FSE viene utilizzato in oltre il 75% delle strutture sanitarie.   La percezione di utilità per il cittadino è, tuttavia, comunque molto ridotta dal momento che l’accesso on line al FSE è in fase sperimentale e l'accesso ai dati, salvo alcune eccezioni, è riservato al personale sanitario. Clicchi qui per essere informato.