Università, un anno in meno per la specializzazione in medicina

Redazione DottNet | 28/07/2011 19:44

Per molti è una svolta epocale per gli studenti di Medicina. La riforma voluta dal duo Fazio-Gelmini introduce una serie di novità che - almeno sulla carta - dovrebbero facilitare il percorso di studi e soprattutto l'inserimento nel mondo del lavoro. Una riforma molto attesa, dunque, come per altro confermano l reazioni degli addetti ai lavori, tutte in linea di massima positive. La specializzazione, dunque, durerà un anno in meno, ci sarà la possibilità di svolgere il dottorato contemporaneamente alla specializzazione e il tirocinio di tre mesi che oggi si svolge dopo la laurea sarà incorporato nella stessa. Sono le principali novità della riforma del percorso di studi di medicina illustrate stamani, a Palazzo Chigi, dai ministri dell'Istruzione, Mariastella Gelmini e della Salute, Ferruccio Fazio (leggi il testo completo). "Si tratta - ha spiegato Fazio - di una riforma strutturale che consente l'ingresso dei giovani nel lavoro con grandissimo anticipo immettendoli nel Servizio Sanitario Nazionale, anche se con contratti a termine e ciò ci mette in linea con gli altri paesi industrializzati".

 Il ministro Gelmini ha sottolineato come questa misura sia volta "non al risparmio economico ma di tempi". "Riusciremo a coniugare - ha detto - due esigenze: il rafforzamento della qualità e il risparmio di tempo da parte degli studenti". La durata dei corsi di specializzazione viene avvicinata a quella europea: le specialità chirurgiche passano da 6 a 5 anni, quelle mediche da 5 a 4 anni o 3 per alcune aree particolari. Continua, inoltre, un lavoro di selezione per garantire che soltanto le sedi più qualificate dal punto di vista scientifico possano ospitare le scuole di specializzazione (in 3 anni si è passati da 1.800 a 1.100 scuole). D'intesa con il Cun (Consiglio universitario nazionale) saranno definiti ordinamenti delle scuole che prevedano una maggiore partecipazione degli specializzandi all'attività professionale, con un modello 2+2 o 3+2 e cioé con una prima metà di formazione più teorica, seguita da una seconda metà dedicata all'attività diretta dello specializzando. In sostanza, dopo due o tre anni di specializzazione, lo studente potrà cominciare a lavorare all'interno dell'ospedale. "Si crea - ha spiegato Fazio - la figura del medico 'resident', quella che vediamo in tutte le serie televisive". Altra novità della riforma è la possibilità di svolgere durante l'ultimo anno di specializzazione anche il dottorato. In questo modo si consente allo specializzando di accorciare ulteriormente il percorso di studi e di entrare nel mondo del lavoro ancora più rapidamente, come accade all'estero. Per quanto riguarda la laurea, l'intenzione dell'Italia è quella di confermare la durata di 6 anni del percorso, mentre il tirocinio valutativo di tre mesi, che oggi si svolge dopo la laurea, dovrebbe essere incorporato nella stessa. L'esame di laurea, quindi, inglobando anche l'esame di Stato, permetterebbe di conseguire una 'laurea abilitante'. "Questa scelta, però - ha precisato Gelmini - dovrà avvenire previo confronto in sede europea, dove è già in atto il dibattito, in modo da garantire l'uniformità delle scelte del nostro ordinamento con quelle dell'Europa". Quando otterrà il via libera comporterà un consistente risparmio di tempo: oggi, infatti, lo studente che si laurea a febbraio del sesto anno, quindi in corso, non può concorrere alle prove di ammissione per le scuole di specializzazione che si svolgono a marzo poiché deve ancora svolgere il periodo di tirocinio. Di fatto, dunque, lo studente perde un intero anno prima di poter partecipare al concorso di specializzazione. E sul risparmio di tempo conseguente al pacchetto di novità, il ministro Fazio ha fatto un esempio concreto: "Attualmente uno studente che si immatricola a 19 anni, si laurea a 25. Deve effettuare l'esame di Stato dopo sei mesi, quindi a 25-26 anni. Poi si iscrive alla specializzazione, dalla quale uscirà a 31-32 anni. Con le nuove regole, a 27 anni è già nel mondo del lavoro e a 29-30 si è specializzato". Si recuperano dunque circa tre anni rispetto alla situazione attuale.

FAZIO, A MEDICINA RESTERA' NUMERO CHIUSO - Per l'accesso alle facoltà di medicina resterà il numero chiuso. Lo ha sottolineato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, durante la presentazione delle novità contenute nella riforma del percorso di studi di Medicina. "Siamo in pletora di medici. Attualmente - ha spiegato il ministro - ne abbiamo 4 ogni 1.000 abitanti a fronte di una media Ocse di 3,3. Con le nuove regole la nostra media scenderà a 3,5 rimanendo dunque ancora superiore a quella Ocse. Il numero di medici che escono dalle facoltà a numero chiuso copre le necessità del Paese e non riteniamo - ha concluso Fazio - di aver bisogno di nuovi medici".

CGIL, SI TEMPI CORTI NO SFRUTTAMENTO - Sì alla riduzione dei tempi, no allo sfruttamento degli specializzandi negli ospedali. E' questa, in sintesi, la posizione della Cgil sulla riforma del percorso di studi in Medicina annunciata oggi dai ministri Fazio e Gelmini. "La riduzione dei tempi complessivi di studio per diventare medici specialisti, oggi tra gli 11 e i 13 anni, annunciata oggi dai Ministri Gelmini e Fazio, è condivisibile - dichiarano Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil, e Massimo Cozza segretario nazionale Fp-Cgil Medici - fermo restando il riconoscimento europeo dei diplomi di laurea e di specializzazione. Bene anche la contestualità dell'esame di stato con la laurea e lo svolgimento dei tre mesi di tirocinio già nel corso degli studi pre-laurea. La proposta per gli specializzandi di contratti a termine nei servizi sanitari regionali negli ultimi due anni di corso non deve però - avvertono i due sindacalisti - trasformare la formazione sul campo in sfruttamento. Ciò che serve è una formazione di qualità anche negli ospedali e nei servizi territoriali che non diventi una istituzionalizzazione di circa diecimila medici specializzandi-precari a basso costo per coprire i vuoti di organico dei servizi regionali, colpiti da un irresponsabile blocco del turn-over. Non vorremmo che gli specializzandi pronti a imparare nel servizio pubblico con il tutoraggio dei medici ospedalieri e del territorio si ritrovino da soli - concludono Pantaleo e Cozza - a svolgere i turni di guardia e di ambulatorio".

ANAAO, OK PERCORSO MEDICINA MA MIGLIORE QUALITA' - "Bene la riduzione del percorso formativo in medicina, ora miglioriamo la qualità". E' il commento del sindacato dei medici dirigenti Anaao-Assomed. L'Anaao afferma di valutare "positivamente" l'annuncio dei Ministri Ferruccio Fazio e Mariastella Gelmini di voler intervenire sul percorso formativo dei futuri medici, prevedendo: la riduzione della durata dei corsi di specializzazione, adeguandola alla normativa europea; la laurea abilitante salvaguardando, però, le prerogative dell'ordine professionale, ed infine l'anticipazione di due anni dell'incontro tra mondo assistenziale e mondo formativo. "Se però la soluzione prospettata per quest'ultima problematica rimanesse ancora tutta interna al mondo universitario, riducendosi a mera questione ordinamentale - afferma il sindacato medico - ci troveremmo di fronte ad una soluzione gattopardesca che non potremmo non denunciare". Secondo l'Anaao, "le buone intenzioni da sole non garantiscono i risultati: occorre aprire la discussione con tutti gli attori interessati ai singoli aspetti per segnare veramente - conclude il sindacato - un cambio di passo nei rapporti tra Ssn e Università".

GIOVANI MEDICI , CHIEDIAMO CHIARIMENTI SUI TEMPI- Il Segretariato italiano Giovani Medici (Sigm) esprime ''soddisfazione'' per l'annuncio di ridurre il percorso formativo pre e post lauream di medicina, nel contesto di un generale riordino del sistema formativo e professionalizzante del medico, ma chiede ''chiarimenti su tempi e modalità di applicazione della riforma''. I Giovani Medici, inoltre, propongono l'istituzione di un tavolo tecnico interministeriale di esperti, al quale siano convocati i rappresentanti Sigm, che definisca tutti gli adempimenti necessari a porre in essere le innovazioni annunciate. ''Esprimiamo parere favorevole nei confronti della laurea abilitante in medicina, con l'anticipazione del tirocinio professionalizzante nel contesto dei sei anni di università ed il conseguente abbattimento dei tempi morti, ascrivibili all'attuale articolazione tra pre e post lauream, che ha fatto registrare negli ultimi anni patologici ritardi e disservizi ai fini dell'avvio delle procedure concorsuali per l'accesso alle scuole di specializzazione'', afferma Andrea Silenzi, coordinatore nazionale del Dipartimento Specializzandi Sigm. Convergenza anche sulla riduzione della durata del corso di specializzazione, con l'evoluzione del contratto di formazione specialistica per gli iscritti agli ultimi due anni di corso in un più strutturato rapporto di lavoro, ''purchè quest'ultimo provvedimento non rappresenti un espediente appannaggio delle Regioni per ricorrere agli 'strutturandi' a discapito della stabilizzazione dei precari e dell'espletamento dei concorsi per l'accesso dei giovani alla dirigenza medica'', precisa la Sigm. ''Diamo atto ai ministri di aver tenuto nella debita considerazione le proposte avanzate dal nostro Segretariato, ma chiediamo chiarimenti su tempi e modalità di applicazione della riforma - afferma Walter Mazzucco, presidente Sigm - e chiediamo l'immediata istituzione di un tavolo tecnico interministeriale''.

FNOMCEO, BENE MA CI SONO ANCORA PERPLESSITA' -  ''E' la strada giusta, ma bisogna dissipare alcune perplessita' e preoccupazioni''. Cosi' il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), Amedeo Bianco, commenta il nuovo percorso di formazione in Medicina.
''Sono quattro - ha sottolineato Bianco - i punti qualificanti del nuovo percorso: l'accorpamento dell'esame di Laurea e dell'esame di abilitazione al fine di una riduzione dei tempi, il taglio del numero di anni per la specializzazione, lo svolgimento del dottorato contemporaneamente alla specializzazione e la formazione negli ultimi due anni nell'ambito della rete assistenziale''. Per quanto riguarda l'accorpamento degli esami di Laurea e abilitazione, ''si tratta - rileva Bianco - di un ragionamento corretto, ma a patto che la Laurea sia abilitante e che si preveda la presenza di organi paritetici universita'-professioni per la valutazione''.
Giudizio positivo da parte di Bianco anche relativamente alla formazione professionalizzante negli ultimi due anni di specializzazione: ''Ma a fronte di tale novita' - ha precisato - va comunque considerata prioritariamente la situazione dei precari esistenti''.  Il nuovo percorso definito dai ministri dell'Istruzione e della Salute per la formazione in Medicina quindi, conclude il presidente Fnomceo, ''credo vada nella strada giusta, ma e' necessario dissipare alcune perplessita' e preoccupazioni con una valutazione piu' approfondita da effettuarsi nei prossimi mesi''. 

CIMO, E' UNA SVOLTA - ''Bene la proposta di riduzione del percorso di formazione in Medicina: e' una svolta importante che consentira' di avere prima dei medici gia' formati adeguandoci a quello che gia' avviene nel resto d'Europa''. Cosi' il Presidente Nazionale CIMO-ASMD (Coordinamento italiano medici ospedalieri), Riccardo Cassi, ha commentato la proposta presentata dei ministri  Fazio e Gelmini.
"Questa proposta rappresenta un inserimento piu' precoce nel mondo del lavoro e da' la possibilita' ai futuri medici di acquisire da subito quell'esperienza sul campo che il sistema attuale oggi non consente'', ha proseguito Cassi. La Cimo esprime invece ''qualche perplessita''' sulla proposta di inglobamento dell'esame di Stato nell'esame di laurea, perche' ''l'attivita' formativa - rileva - deve restare separata da quella di accreditamento del professionista''.  ''Aspettiamo di conoscere le modalita' attuative della proposta - conclude il sindacato medico - per dare una giusta valutazione''. Clicchi qui per essere informato.

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