Ticket, a fine agosto la ripresa del tavolo politico. No alla tassa sul fumo

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 04/08/2011 09:37

Sospensione tecnica per il Tavolo politico tra governo e Regioni per la rimodulazione dei ticket sanitari. La decisione è stata comunicata nel pomeriggio di ieri dal ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto al termine di un ennesimo round che ha lasciato con l'amaro in bocca le Regioni. Un deluso Vasco Errani non ha infatti esitato a puntare il dito sul governo accusandolo di ''non saper fare una scelta su una proposta seria come quella avanzata dalla Conferenza delle Regioni''.

Ma non c'è stato nulla da fare e Fitto ha spiegato che per sciogliere la matassa ''serve un timing diverso, che consenta di analizzare nel giusto modo tutte le ipotesi in ballo'' per evitare l'introduzione di nuovi ticket. Questa prima parte dell'estate si chiude quindi con un nulla di fatto per quanto riguarda il capitolo ticket sanitari, aperto dalla Manovra 2011 e che contempla una copertura di poco più di 381 milioni di euro per i restanti mesi del 2011 e di 834 per il 2012. I nuovi ticket dovrebbero essere pari mediamente a 10 euro per le visite specialistiche e la diagnostica e a 25 euro per i codici bianchi in Pronto Soccorso. Inoltre, a rendere ancora più intricato il rebus, contribuiscono le diverse posizioni espresse finora da alcune Regioni, che hanno evidenziato posizioni assai diversificate. ''A fine agosto - ha spiegato il ministro Fitto, che ha partecipato insieme al suo collega alla Salute Ferruccio Fazio al tavolo di via della Stamperia - studieremo nuove modalità per ricercare una soluzione sui ticket sanitari, anche perché al momento abbiamo molte ipotesi alle studio. In ogni caso - ha ribadito - per la soluzione serve una tempistica diversa''. E nel pomeriggio anche dal Ministero della Salute hanno tenuto a ribadire che in ogni caso, fino a decisioni diverse, la rimodulazione dei ticket deve essere applicata. Aspetto della questione ben noto anche a Vasco Errani. ''I governatori ora dovranno applicare le norme - ha spiegato al termine dei lavori del Tavolo - evitando per quanto possibile di provocare danni su molti aspetti, alcuni dei quali evidentemente molti delicati come ad esempio la specialistica''. Ma la delusione del presidente della Conferenza delle regioni è stata spiegata anche con il rifiuto di accettare una proposta, quella relativa cioè a un aumento di pochi centesimi delle accise sul tabacco, ''che aveva una copertura finanziaria e che peraltro aveva riscosso apprezzamento da parte di più di un ministro''. Tante le prese di posizione sulla decisione del governo di posticipare una decisione definitiva. ''Rimango della mia idea - ha detto il governatore del Piemonte Roberto Cota - e cioè che la proposta avanzata da Bossi di sostituire il 'sovraticket' per le prestazioni sanitarie con una tassa sul tabacco sia la soluzione giusta. Il Governo deve farlo il prima possibile''. Tuttavia, ha chiarito, ''nel frattempo, pur obbligati ad applicare la misura introdotta dal Governo con la manovra, in Piemonte abbiamo provveduto a una rimodulazione degli importi più equa per i cittadini. Tranchant il giudizio di Luca Coletto, assessore alla Sanità del Veneto e coordinatore degli assessori alla Salute delle Regioni: ''purtroppo e con vivo dispiacere dobbiamo assistere a una scelta che premia i peggiori e punisce i virtuosi''. E ha aggiunto: ''credo di poter condividere questo giudizio con il mio presidente Luca Zaia, che aveva proposto dati inoppugnabili e vie d'uscita onorevoli ai super pagati burocrati di Stato, che come sempre hanno operato incuranti degli effetti del loro agire sui territori e sulla gente. Sono profondamente deluso''.

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