Emoderivati, stop a 24 lotti: Aifa, ritiro cautelativo

Ematologia | Redazione DottNet | 06/08/2011 20:00

L'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha disposto il divieto d'uso di 24 lotti di emoderivati dell' azienda Kedrion destinati alla cura di malati perlopiu' emofilici. La comunicazione, secondo l'Osservatorio per le malattie rare, ha riguardato prodotti che erano gia' stati distribuiti e destinati a 5 regioni: Sicilia, Campania, Lazio, Puglia e Calabria. La decisione e' stata presa in via precauzionale, in quanto due donatori di sangue (uno italiano e l'altro tedesco) hanno sviluppato una delle forme di malattia di Creutzfeldt Jakob ma non la variante umana legata al cosiddetto morbo della mucca pazza (encefalopatia spongiforme bovina). 
 

In particolare un donatore sospetto segnalato dall' assessorato alla salute della Sicilia e' ancora in vita; il donatore tedesco e' deceduto ma non e' ancora nota la diagnosi definitiva.  ''Il ritiro di alcuni lotti di emoderivati del 27 luglio e' un provvedimento preso in via cautelativa che rientra nelle misure adottate a tutela dei cittadini'', ha precisato il direttore dell'Aifa, Guido Rasi, spiegando che si tratta di una procedura che viene adottata per tutte quelle malattie (come in questo caso le malattie di Creutzfeldt Jakob) per le quali non esiste un test diagnostico sul sangue che permette di identificare forme di infezioni potenzialmente trasmissibili con trasfusioni o emoderivati. In questi casi i donatori vengono seguiti nel corso della vita attraverso una rete europea; i centri trasfusionali segnalano eventuali malattie che dovessero insorgere e i lotti vengono ritirati cautelativamente, prima che possano insorgere problemi.  Nel caso specifico, spiega Rasi, i due donatori sospetti, sono stati segnalati e i lotti ritirati, ancor prima di una conferma diagnostica. ''Si tratta dunque di una procedura cautelativa che rientra nella normalita' della gestione di questi eventi''. Dei due donatori sospetti, quello italiano, ora si sa dall'Istituto superiore di sanita', che non si tratta di variante umana della Creutzfedlt Jakob, legato al morbo della mucca pazza. ''Ma nel dubbio, per evitare qualsiasi rischio ipotetico, e' stato deciso comunque di ritirare i prodotti''.  Secondo il professor Maurizio Pocchiari esperto di malattia di Creutzfeld Jakob e del cosiddetto morbo della mucca pazza dell'Istituto superiore di sanita', la decisione dell' Aifa, ''e' molto cautelativa e non deve sorprendere. Queste misure vengono prese proprio per garantire al massimo i cittadini. In questo caso siamo ancora piu' cautelativi rispetto agli paesi europei''.
Secondo Alessandro Zanetti, direttore dell'Istituto di Virologia dell'Universita' di Milano, ''i sistemi di controllo che ci sono oggi sul sangue, se pur non arrivano a garantire un 'rischio zero', sono comunque tali da renderlo solo puramente teorico''.  La Kedrion ha precisato che ad informare l'Aifa e' stata la stessa azienda. Inoltre, ''per come si sono svolti i fatti, questo episodio conferma il buon operato di Kedrion, la qualita' delle sue produzioni e l'eccellenza di un sistema, quello italiano del sangue, che si attesta ai primi posti nel mondo per livelli qualitativi''.

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