Cassazione: le borse di studio 1983/1991 vanno pagate

Silvio Campione | 01/09/2011 12:53

Oltre 800 medici di tutta Italia, che hanno frequentato la scuola di specialità fra il 1983 e il 1991 vedono avvicinarsi la possibilità di ricevere più di 100 mila di euro ciascuno per borse di studio non erogate. La Corte di Cassazione, infatti, ha accolto il ricorso presentato da oltre 800 medici rappresentati dall'Associazione Consulcesi Health e Ricerca e ha stabilito che il diritto di questi medici non e' ancora prescritto. La conseguenza e' che potranno richiedere quanto è loro dovuto alla Presidenza del Consiglio, al Ministero della Salute e a quello dell'Università e della Ricerca. La sentenza è stata depositata lo scorso 18 agosto ed e' stata resa nota oggi dall'Associazione Colsulcesi Health e Ricerca, che rappresenta oltre 30.000 medici italiani. L'importo complessivo per la Presidenza del Consiglio e i ministeri - ha riferito l'Associazione - supera i 100 milioni di euro (oltre centomila euro per ciascuno degli 800 medici che hanno presentato ricorso, ai quali potrebbero eventualmente aggiungersi altre migliaia di colleghi di tutta Italia).

L'importo complessivo comprende sia la remunerazione di ogni singolo corso, sia la rivalutazione delle somme e gli interessi. Il pagamento - ha sottolineato l'associazione - è dovuto per il mancato adeguamento dello Stato italiano a due direttive CEE (la n. 363 del 1975 e la n. 76 del 1982), che prevedevano un'adeguata remunerazione per il periodo di specializzazione dei medici. L'Italia ha recepito le norme in ritardo, applicandole solo per coloro che frequentavano le scuole di specialità dal 1992 in poi, senza alcun rimborso per gli specializzandi degli anni precedenti. La sentenza - sottolinea l'Associazione Colsulcesi Health e Ricerca - costituisce anche ''una concreta possibilità per tutti quei medici che hanno riscattato gli anni di laurea in vista della pensione. I medici, che costituiscono la categoria più danneggiata a causa del maggior numero di anni di studi universitari che hanno dovuto riscattare (almeno dieci) potranno così recuperare la retribuzione spettante per tutti gli anni di specialità. La sentenza della Corte di Cassazione - sostiene l'Associazione - ha confermato la correttezza le tesi da lei sostenute che il diritto al risarcimento dei danni per la mancata attuazione da parte dello Stato italiano delle direttive comunitarie non si prescrive, sino a quando il legislatore non attua tali direttive anche in favore dei medici che hanno svolto il corso di specializzazione dal 1983. In pratica - spiega l'Associazione - i medici che hanno presentato ricorso potranno ottenere il risarcimento del danno da parte dello Stato italiano, che secondo la più recente giurisprudenza della Corte di Appello di Roma ammonterebbe a oltre 100 mila euro ciascuno (11.103,82 euro di 'borsa di studio' per ognuno dei quattro o cinque anni di scuola, più la rivalutazione e gli interessi). La nuova azione legale sarà promossa sarà promossa dalla stessa Associazione Consulcesi Health e Ricerca.