Truffa dei medici di famiglia: a Frosinone assistevano 1500 malati morti da anni

Redazione DottNet | 02/09/2011 10:11

Settecento prescrizioni mediche intestate a persone defunte. Questo ha scoperto la Guardia di Finanza di Frosinone nell'ambito dell'operazione 'Lazzaro', che ha coinvolto 194 medici e più di 1.500 persone che risultavano a loro carico ma che erano invece morte. Un danno erariale di circa 125.000 euro (che rischiava di aumentare di anno in anno) che ora toccherà recuperare alla Regione Lazio, anche se in 600 dei 1.500 casi accertati il reato è prescritto e dunque l'amministrazione regionale non potrà chiedere indietro le somme.  Inoltre dall'analisi degli elenchi degli assistiti residenti nella Provincia di Frosinone, oltre 465.000 persone, sono saltati fuori anche 5.500 'fantasmi': persone assistite, delle quali però non si conosce l'identità, in quanto i dati registrati nelle banche dati regionali sono incompleti e non permettono agli uffici amministrativi preposti di identificare le persone assistite.  "Tale situazione - spiegano le Fiamme Gialle - ha provocato un'indebita uscita dal bilancio della Regione Lazio, che è stato depauperato a causa del mancato aggiornamento degli elenchi degli assistiti". 

Ma non è tutto: non solo i medici di famiglia ricevevano i prescritti compensi per ogni assistito a carico, ma si è scoperto anche un giro di farmaci rimborsati dalla Regione e prescritti a malati morti da anni. La Guardia di finanza ha segnalato alla Corte dei Conti ventuno dirigenti e funzionari dell'Asl di Frosinone. Novanta in tutto i medici coinvolti nelle prescrizioni post-mortem. In particolare sono trentacinque i medici con più pazienti deceduti a carico nel periodo preso in esame dalla Guardia. Novanta i medici che hanno prescritto farmaci dopo la morte dei pazienti, mentre sono 194 quelli che hanno ricevuto indennità per pazienti deceduti.  La persona rimasta più a lungo in carico dopo il decesso viveva a Fiuggi: ben sedici anni, dal 1994 al 2010. Nella lista degli assistiti c'erano anche (forse solo per un errore) persone che risultavano nate nel 1873. A far scattare l'inchiesta, nel 2009, era stata l'attività di monitoraggio sulla spesa pubblica svolta dalle fiamme gialle attraverso l'esame dei bilanci e dei documenti contabili degli enti pubblici locali. Le indagini sono andate avanti per due anni. La Guardia di finanza ha passato al setaccio le spese effettuate dalla Regione Lazio per la Sanità e, in particolare, gli stipendi pagati ai medici di famiglia. I finanzieri, attraverso l'incrocio degli elenchi degli assistiti dell'Asl di Frosinone con gli elenchi dei defunti avuti dalle anagrafi comunali sono così riusciti a scoprire che oltre 1.500 persone defunte risultavano ancora in vita per il servizio Sanitario Nazionale. Ignazio Marino, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, ha chiesto al nucleo dei Nas della Commissione di acquisire tutte le informazioni «in relazione all'indagine inchiesta della Guardia di Finanza di Frosinone sulla frode riguardante numerosi defunti ancora iscritti nelle liste dei medici di famiglia. I dati - precisa il senatore - saranno illustrati e valutati durante la prossima riunione dell'ufficio di presidenza della Commissione».