Manovra, bene la retromarcia sulle pensioni ma resta lo stato d’agitazione dei medici italiani. Raccolta di firme per cambiare il provvedimento

Redazione DottNet | 02/09/2011 19:22

"Soddisfazione per la retromarcia del governo sulle pensioni", ma lo stato di agitazione dei medici italiani è "confermato". Lo dichiara Giuseppe Del Barone, presidente nazionale del Sindacato dei medici italiani (Smi), che sottolinea in una nota "l'alta attenzione sull'iter di conversione della manovra economica bis" e su "ulteriori provvedimenti" che possono colpire la categoria. Il dietrofront sulle pensioni è per il presidente dello Smi un "pasticcio" che "si sarebbe potuto evitare" se il Governo avesse mantenuto "un dialogo anche con tutte le parti sociali, e, quindi, anche con i sindacati medici".

"Molti sono i motivi di disagio nella categoria – ricorda Del Barone -: i medici dirigenti (ospedalieri) e quelli convenzionati (medici di famiglia, del 118, dei servizi, specialisti ambulatoriali, guardie mediche e pediatri) in questi anni hanno visto aumentare la pressione fiscale, hanno subito un blocco delle contrattazioni e una compressione dei redditi e un generale peggioramento delle condizioni lavorative".Cambiamo la manovra! Questo l'appello al presidente della Repubblica, al governo e al parlamento, promosso da tutte le organizzazioni sindacali del settore sanitario, che da oggi, collegandosi al sito www.cambiamolamanovra.it, i medici dirigenti e convenzionati, veterinari e dirigenti del Servizio sanitario nazionale potranno sottoscrivere. L'obiettivo - precisano Anaao Assomed, Cimo-Asmd, Aaroi-Emac, Fg Cgil Medici, Fvm, Fassid, Cisl Medici, Fesmed, Anpo-Ascoti-Fials Medici-Uil Fpl Federazione medici, Sds Medici, Aupi, Fpcgil Spta, Sinafo, Fedir Sanita', Sidirss, Fimmg, Sumai, Snami, Intesa sindacale, Smi, Fimp, Cipe, Cimop, e' quello di scongiurare la definitiva introduzione di disposizioni che ''penalizzano fortemente i professionisti della sanita' e, con loro, il Sistema sanitario pubblico''.
Nonostante la cancellazione della norma sulle pensioni, permangono, affermano le sigle dei camici bianchi in una nota, altri ''gravi e inaccettabili'' aspetti che devono essere rimossi: congelamento del Tfr da sei mesi a due anni; soppressione alcune festivita'; minaccia di non pagamento della tredicesima; prospettive di mobilita' selvaggia e ulteriori vessazioni; la ''gravissima'' scelta di cancellare il contributo di solidarieta' lasciandolo pero' per chi lavora nei servizi pubblici.
Le organizzazioni sindacali promotrici dell'appello si incontreranno a Roma giovedi' 8 settembre per valutare l'iter parlamentare della manovra e le azioni sindacali da intraprendere.

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