Ospedali, poca igiene per medici e infermieri: aumentano le epidemie

Redazione DottNet | 05/09/2011 10:04

E' un gesto semplice e che puo' evitare molte infezioni, oltre che spese. Eppure quello di lavarsi le mani e' un'abitudine ancora poco diffusa tra infermieri e camici bianchi. Uno studio negli Stati Uniti ha constatato che sono circa il 40%, mentre in Italia lo farebbero una volta ogni cinque contatti con il paziente. Eppure per migliorare la situazione basterebbe poco, anche un cambio di approccio e messaggi, come dimostra una ricerca Usa pubblicata sulla rivista 'Psichological science'. Se infatti si invita gli operatori sanitari a pensare ai pazienti e non a se stessi, diventano meno 'pigri' nell'igiene. Igiene su cui poco hanno influito le numerose campagne di sensibilizzazione rivolte in questi anni ai medici sulla necessita' di lavarsi le mani o usare gel disinfettanti. Parte del problema, sostiene lo studio, e' rappresentato proprio dai segnali e dai poster affissi nei bagni degli ospedali che invitano a questa pratica, dicendo 'Lavati le mani per proteggere te stesso'. Cambiando il messaggio in 'Lavati le mani per proteggere i tuoi pazienti' si e' visto che medici e infermieri hanno iniziato a lavarsi le mani piu' frequentemente. ''Tra gli operatori sanitari vige l'idea - spiega David Hofmann, uno degli autori dello studio - che stando in mezzo a gente malata tutto il tempo e non ammalandosi spesso, si ha un sistema immunitario extra forte. Ma se gli si ricorda il giuramento di Ippocrate, che al primo punto dice 'Non danneggiare il paziente', allora si concentrano di piu' a proteggerlo''.

Cosa che i ricercatori hanno verificato misurando la quantita' di sapone e disinfettante usata in un grande ospedale della North Carolina prima e dopo aver posto i nuovi poster e segnali. Uno diceva ''l'igiene delle mani ti protegge dalle malattie'', un altro ''l'igiene delle mani protegge i tuoi pazienti dalle malattie'', e un terzo solo ''usa il gel, lava via''. Il risultato e' stato che con il segnale concentrato sui pazienti c'e' stato un aumento del 33% della quantita' di sapone e disinfettante usato rispetto agli altri due. E per capire quanto un miglioramento su questo fronte sarebbe vantaggioso in termini di salute e spese, bastano alcuni dati. In Italia ad esempio il 5-8% di tutti i pazienti afferenti alle strutture sanitarie sviluppa un'infezione associata a procedure assistenziali, pari a 450.000-700.000 casi con 4500-7500 decessi direttamente attribuibili e circa 3.750.000 giornate di degenza per le complicanze infettive acquisite a seguito del ricovero. ''Le cause di questa epidemia sono varie - spiega Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto Malattie Infettive Spallanzani di Roma - si va dalle carenze strutturali, come la mancanza di lavandini nei reparti per lavarsi le mani, a cattive pratiche da parte degli operatori, che ad esempio non capiscono che lavarsi le mani e' un obbligo morale e lo fanno solo nel 20% dei casi. Inoltre per abbassare la quantita' di infezioni servirebbero infermiere e medici dedicati al problema, che in ogni reparto studino i casi che si presentano e correggano gli errori. Un infermiere ogni 250-300 pazienti e un medico 'ad hoc' ogni 400 pazienti''.

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