Fao, un ceppo mutato dell’aviaria si sta diffondendo in Asia

Redazione DottNet | 05/09/2011 15:22

Un ceppo mutato del virus mortale dell'influenza aviaria si sta diffondendo in Asia ed altrove con imprevedibili rischi per la salute umana. Lo denuncia la Fao, che ha sollecitato maggiore allerta e sorveglianza contro una possibile recrudescenza della malattia altamente patogena H5N1. Secondo i dati dell'Oms, da quando è apparso la prima volta, nel 2003, il virus H5N1 - si legge in una nota della Fao - ha infettato 565 persone uccidendone 331. L'ultimo decesso è avvenuto all'inizio del mese in Cambogia, dove dall'inizio dell'anno si sono registrati otto casi, tutti con esito fatale.

Dal 2003 ad oggi il virus H5N1 ha ucciso, o ha obbligato ad abbattere, più di 400 milioni di capi di pollame domestico ed ha causato nel mondo un danno economico calcolato intorno ai 20 miliardi di dollari, prima di venire eliminato dalla maggior parte dei 63 paesi che aveva infettato nel momento di maggiore diffusione, nel 2006. Tuttavia, rileva la Fao, il virus è rimasto endemico in sei paesi, nonostante il numero dei focolai tra le popolazioni di pollame domestico ed uccelli selvatici sia diminuito costantemente, passando dal picco di 4000 casi l'anno, a soli 302 nel 2008. Ma da allora i focolai hanno ripreso ad aumentare progressivamente, con circa 800 casi registrati nel 2010-2011. "Possono essere gli uccelli selvatici ad introdurre il virus ma sono le attività umane nella produzione e nella commercializzazione del pollame a diffonderlo", ha spiegato il capo veterinario della Fao Juan Lubroth. Un ulteriore motivo di preoccupazione, ha aggiunto, è la comparsa di una variante del virus in Cina e Vietnam che sembrerebbe in grado di eludere le difese fornite dai vaccini vigenti. I paesi dove il virus H5N1 è fermamente radicato - Bangladesh, Cina, Egitto, India, Indonesia e Vietnam - sono quelli che dovranno affrontare i problemi maggiori, ma secondo Lubroth nessun paese può considerarsi completamente al sicuro.