Manovra, troppe iniquità per i medici: l’Anaao dichiara lo stato di agitazione. Cozza: la categoria è la più danneggiata

Redazione DottNet | 05/09/2011 19:19

Il sindacato dei medici dirigenti Anaao-Assomed boccia il testo della manovra economica licenziato per l'Aula dalla Commissione Bilancio del Senato per la ''inaccettabile penalizzazione del lavoro e del ruolo dei medici e dirigenti sanitari dipendenti del SSN e la sostanziale iniquita' nella ripartizione dei sacrifici necessari al risanamento dei conti''. L'Anaao annuncia quindi il mantenimento dello stato di agitazione della categoria. 

  Secondo Costantino Troise, Segretario Nazionale dell'Associazione, ''fallito, per ora, il golpe sui periodi di riscatto, rimangono sul tappeto altre misure. A cominciare - spiega - dal contributo di solidarieta', o per meglio dire l'addizionale IRPEF, per i redditi superiori a 90.000 e 150.000 euro annui, chiesto ai soli dipendenti pubblici in spregio ad ogni principio di eguaglianza dei cittadini davanti al fisco, chiamato a riscuotere in base non alla entita' del reddito, ma alla natura giuridica del rapporto di lavoro che lo ha prodotto''. I medici e i dirigenti sanitari dipendenti del SSN sono,  evidentemente, prosegue Troise, ''figli di un dio minore per i quali si prevede anche: il prolungamento del blocco dei contratti di lavoro, nazionali ed aziendali, fino a 5 anni, con conseguente perdita del 20% del potere di acquisto dei loro stipendi, lo scippo per 2 anni del TFR che e' salario differito, in gran parte autofinanziato, la minaccia di una mobilita' selvaggia e di una ulteriore precarizzazione degli incarichi di lavoro, la proroga della facolta' delle amministrazioni di pensionamento coatto, a prescindere dalla eta', con 40 anni di contributi comprensivi, in questo caso, dei periodi riscattati''. ''Misure gravi - rileva Troise - che medici, veterinari, dirigenti sanitari ed amministrativi chiedono di modificare sottoscrivendo l'appello online promosso dalle organizzazioni sindacali. Misure che inducono l'Anaao Assomed a mantenere lo stato di agitazione della categoria rimettendo all'intesa con le altre sigle la scelta di ulteriori modalita' di protesta''. E per lo sciopero di oggi scendono in campo anche i camici bianchi: secondo la Fp-Cgil, a causa dello sciopero generale "potranno saltare le attività programmate, come gli interventi, le visite e gli esami diagnostici, negli ospedali e nei presidi territoriali della Asl", anche se saranno garantite le urgenze. "Alla fine a pagare siamo sempre noi medici, insieme a tutto il pubblico impiego, non i calciatori", dichiara Massimo Cozza, leader della Fp-Cgil, ricordando che "per noi ritorna il contributo di solidarietà sugli stipendi oltre i 90mila euro, mentre per gli altri scompare anche a parità di retribuzione, in violazione del principio costituzionale di eguaglianza del sistema fiscale". Con la protesta, aggiunge Cozza, "ci siamo ripresi il diritto ai riscatti per le pensioni, le feste laiche e le tredicesime, e adesso continueremo a batterci per riprenderci lo stipendio senza iniqui prelievi forzosi, i contratti e gli aumenti negati, il turn over e la stabilizzazione per i precari". Per queste ragioni la Cgil medici ha anche promosso l'Appello "Cambiamo la manovra!" (www.cambiamolamanovra.it) insieme a tutte le altre  organizzazioni sindacali mediche, veterinarie e della dirigenza del SSS, e il prossimo mercoledì 8 settembre decideranno unitariamente ulteriori iniziative di mobilitazione.