Manovra: novità sulle pensioni

Giovanni Vezza | 06/09/2011 09:44

Il testo in via di approvazione della manovra finanziaria volta a raggiungere un significativo risparmio per le casse dello Stato fin dal 2012 prevede diversi cambiamenti rispetto al decreto originario. In particolare, in questa sede, preme sottolineare che viene anticipato al primo gennaio 2013 (anziché dal 2014) l'aggancio dell’età di pensionamento di vecchiaia all'aspettativa di vita. Lo prevede l'emendamento definitivo del relatore alla manovra. Dal 2013 dunque - si legge nel testo - l'incremento sarà di 3 mesi perché verrà assorbito l'incremento della speranza di vita già registrato nel triennio precedente risultante superiore (4 mesi). Per gli anni successivi (dal 2016) la stima degli adeguamenti triennali è pari a 4 mesi fino a circa il 2030 con successivi adeguamenti inferiori (3 mesi) fino al 2050 circa. L'adeguamento cumulato al 2050 è pari a circa 3 anni e 10 mesi. Questo intervento riguarda essenzialmente i medici dipendenti (pubblici e privati). Le riforme non si applicano agli iscritti Enpam.

Previsto anche un contributo di solidarietà fino al 2014 per le cosiddette pensioni d'oro, cioè superiori ai 90 mila euro annui. Il contributo ammonta al 5% per la parte eccedente i 90.000 euro, e del 10% per la parte eccedente i 150.000 euro. Non è ancora chiaro se questo contributo graverà sulle pensioni Enpam. Sale poi dal 45 al 70% rispetto al testo originario della manovra l'indice di indicizzazione delle pensioni medie, ammontanti a circa il triplo degli assegni minimi (attorno ai 1.428 euro al mese). Confermata la piena indicizzazione per le pensioni inferiori a quella soglia e l'azzeramento per quelle superiori a cinque volte il minimo, cioè di circa 2.380 euro mensili. Questa norma non si applica ai pensionati Enpam, che godono di indicizzazioni specifiche.

Si va verso l'innalzamento dell'età di pensionamento, in particolare l’innalzamento graduale dell’età di pensione per vecchiaia delle donne del settore privato (si ricorda che esattamente un anno fa’ era stata fatta la stessa modifica alle donne del pubblico impiego): si partirà nel 2020 per arrivare con incrementi dapprima di 1 mese l’anno, successivamente 3, 4 … fino ad un allineamento nel 2032 di tale età a quella degli uomini (65 anni).

Inoltre, si fa presente che un emendamento al testo presentato prevede che per i soggetti che accedono al pensionamento anticipato, indipendentemente dall'età anagrafica (a condizione di aver maturato 40 anni di anzianità contributiva), è stabilito un posticipo della decorrenza del pensionamento: di un mese per coloro che maturano i requisiti nel 2012, di due mesi per chi li matura nel 2013 e di tre mesi per coloro che li maturano a decorrere dal 1 gennaio 2014 (senza modificare il requisito contributivo minimo di 40 anni in presenza del quale è confermata comunque la maturazione del diritto al pensionamento ma è posticipata la decorrenza). La misura, precisa la relazione tecnica, si applica a coloro che maturano i requisiti dal 1 gennaio 2012 con esclusione di chi li matura entro il 31 dicembre 2011 e non tocca gli iscritti Enpam.

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