Mmg: occorre una direttiva europea che stabilisca standard qualitativi condivisi

Redazione DottNet | 12/09/2011 10:59

Fino a 60 milioni di pazienti europei potrebbero spostarsi in cerca di cure migliori a partire dal 2013, quando cadranno i confini tra i Paesi dell'Unione. Per evitare questo esodo e' necessaria una direttiva europea che garantisca una qualita' professionale standardizzata: e' quanto chiedono all'Europa i vertici delle associazioni e confederazioni europee degli Ordini dei medici, dei medici specialisti, dei medici di medicina generale, al termine del primo convegno internazionale ''Per uno specialista europeo accreditato'' svoltosi a Udine.

L'obiettivo - spiegano i medici - e' impedire che dal 2013, quando si abbatteranno definitivamente i confini delle cure sanitarie con la libera circolazione di cittadini e professionisti nei Paesi membri dell'Unione, si verifichino flussi incontrollabili di nuovi pazienti che andrebbero ad appesantire le liste d'attesa e anche flussi di medici provenienti da Paesi con percorsi formativi difformi e diversi livelli di preparazione. ''E' necessario avere regole certe per creare un sistema sanitario comune europeo senza discriminazioni fra Paesi quanto a formazione, sanita' erogata e livello tecnologico'', ha affermato il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) Amedeo Bianco. ''Ci preoccupa molto - ha aggiunto il presidente dell'Ordine dei Medici di Udine Luigi Conte - la proiezione fatta dalla Societa' italiana di medici manager secondo la quale dal 2013 ci saranno circa 60 milioni di cittadini europei che cercheranno cure migliori rispetti ai loro paesi d'origine quanto a qualita', tecnologie e preparazione dei professionisti. Dobbiamo prevenire gli scenari peggiori''. L'europarlamentare Mario Pirillo ha parlato di un milione di posti di lavoro nel campo sanitario che nei prossimi anni saranno disponibili in Europa.