Contratto nazionale farmacisti: rottura delle trattative

Redazione DottNet | 12/09/2011 17:32

Rottura al tavolo di trattativa per il rinnovo del contratto nazionale che interessa oltre 30.000 farmacisti ed addetti dipendenti delle oltre 17.000 farmacie private. Le organizzazioni sindacali Fisascat Cisl, Flcams Cgil e Uiltucs Uil hanno ritenuto inaccettabile la proposta di Federfarma in ordine all’aumento economico quantificato in 90 € con l’erogazione della prima tranche a partire dal mese di ottobre 2012. I sindacati hanno anche espresso ferma contrarietà rispetto all’indisponibilità aziendale di intervenire attraverso azioni di welfare contrattuale con particolare riferimento alla costituzione di un fondo per l’assistenza sanitaria integrativa ed all’avvio della previdenza complementare.


“Un atteggiamento in totale contrasto con quanto previsto dalla riforma degli assetti contrattuali e che denota la scarsa volontà di Federfarma di giungere a breve ad un rinnovo contrattuale – ha commentato il segretario nazionale della Fisascat Rosetta Raso - Il settore necessita non solo di un giusto riconoscimento della professionalità ma anche di un adeguato aumento salariale”.
“Oltre alle scarse risposte in termini economici che non rispettano il criterio dell’Ipca previsto dal nuovo modello contrattuale – ha aggiunto il segretario generale della categoria Pierangelo Raineri - riteniamo assurdo che la parte datoriale non riconosca ai lavoratori la validità degli strumenti di welfare contrattuale, percorso peraltro già condiviso nel precedente rinnovo del contratto”.
Le organizzazioni sindacali hanno dichiarato lo stato di agitazionedella categoria ed annunciato iniziative di mobilitazione per ricondurre lostato del negoziato verso l’auspicato rinnovo.