Biotestamento, riprende l’esame al Senato

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 13/09/2011 12:26

Riprende oggi l'iter parlamentare del ddl sulle dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat), che dopo il voto di luglio scorso dell'Aula della Camera torna in terza lettura alla commissione Sanita' di Palazzo Madama. Dopo un iter di oltre due anni, la Camera ha approvato il disegno di legge, che ebbe il primo via libera del Senato il 26 marzo 2009. Il testo uscito da Montecitorio prevede il divieto di eutanasia, niente stop a idratazione e nutrizione se non per i malati terminali nei quali non sono più efficaci o addirittura dannose, e niente vincoli per il medico.

Il cittadino potra' solo indicare i trattamenti che non vuole ricevere e il biotestamento entrera' in gioco una volta accertata l'assenza di attività cerebrale integrativa cortico-sottocorticale. Una formulazione che ha suscitato non poche polemiche nel mondo medico, che l'ha definita poco chiara e ambigua e che probabilmente sara' uno dei nodi principali da chiarire al Senato. Anche perche' sembra esserci molta confusione in proposito. Secondo il presidente dell'Associazione degli anestesisti-rianimatori ospedalieri italiani (Aaroi) Vincenzo Carpino, sembrerebbe fare riferimento al protocollo in vigore per il prelievo di organi, mentre non e' cosi' per il direttore del Centro nazionale trapianti (Cnt) Alessandro Nanni Costa, poiche' nella legge ''non si parla assolutamente di morte cerebrale''. Di univoco c'e' solo la richiesta di maggiore chiarezza, magari attraverso una circolare. Richiesta cui il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha risposto: ''Da medico evitero' difficolta' ai medici''. Un punto questo criticato anche dal mondo della politica e dall'opposizione. Tanto che oggi in un dibattito televisivo, la deputata radicale Maria Antonietta Farina Coscioni ha lanciato un appello al sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, ''a fare un passo indietro e fermare questa legge, per fare chiarezza e lavorare a un testo che sia invece generale''. Ma per Roccella questa e' una ''legge di liberta' che assicura la possibilita' di dire si' o no a una terapia''.

Ecco i punti principali del ddl che domani torna al Senato:

- NUTRIZIONE: L'alimentazione e l'idratazione artificiali non faranno parte delle dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat), ma potranno essere sospese in casi eccezionali, quando il paziente ''in stato terminale'' non e' piu' in grado di assimilarle e quando ''le medesime risultino non piu' efficaci''

- PLATEA: La legge non e' rivolta solo ai pazienti in stato vegetativo, ma anche appunto ai malati terminali. La Dat pero' assumera' valore solo nel momento in cui ci sara' accertata assenza di attivita' cerebrale integrativa cortico-sottocorticale

- SOLO DAT: sara' valida solo la Dat espressa nelle forme previste dalla legge (con un registro telematico nazionale con un unico archivio, di cui sara' titolare il ministero della Salute). Escluse altre dichiarazioni che non potranno essere utilizzate per ricostruire le volonta' della persona. Nelle Dat si potranno indicare solo i trattamenti che si desidera attivare (fatti salvi quelli sproporzionati o sperimentali cui ancora si puo' dire no)

- MEDICO: Le volonta' espresse dal paziente nelle Dat rimangono non vincolanti per il medico curante.

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