Leucemia linfoblastica, nuove cure senza chemio

Redazione DottNet | 13/09/2011 12:30

Grazie a uno studio tutto italiano si fa concreta la possibilita' di trattare senza chemioterapia una parte dei pazienti con leucemia linfoblastica acuta (i portatori di una specifica alterazione genetica, il cromosoma Philadelphia), una patologia fino a qualche tempo fa difficilmente curabile: i pazienti rispondono benissimo ad un'inibitore di seconda generazione delle tirosin-chinasi che si prende per bocca. Tutti i 53 pazienti trattati hanno ottenuto una remissione completa di malattia senza bisogno di chemio.

 Sono i risultati di uno studio del gruppo GIMEMA che saranno pubblicati a breve sulla rivista Blood e che Robin Foa', direttore della clinica ematologica del Policlinico Umberto I di Roma, ha anticipato in occasione della giornata in memoria di Cesare Peschle, tenutasi oggi all'Istituto Superiore di Sanita'. ''Cambia il modo di curare il cancro, dalla chemioterapia alle terapie molecolari che colpiscono la malattia al cuore agendo in modo selettivo e meno tossico'', spiega Foa'. Un suo recentissimo studio guidato da Brunangelo Falini e pubblicato sul New England Journal of Medicine ha permesso di descrivere una lesione genetica alla base di un'altra neoplasia ematologica, la 'leucemia a cellule capellute'. La lesione e' presente in tutti i pazienti e dalla scoperta e' stato possibile costruire una sonda per la diagnosi rapida e precisa della malattia. ''Con questo studio - afferma Foa' - si sono inoltre gettate le basi per una possibile terapia molecolare mirata anche per questa forma di leucemia''. Infine due studi hanno identificato una nuova alterazione genetica presente in una percentuale di pazienti con leucemia linfatica cronica, la piu' frequente leucemia nel mondo occidentale, che ha importanti implicazioni prognostiche. ''Questi studi - conclude Foa' - sono la dimostrazione che la ricerca e' indispensabile per comprendere i meccanismi molecolari che sottendono alla trasformazione neoplastica. Tre forme di leucemia oggi si controllano con terapie mirate a correggere il difetto specifico, sia negli adulti sia nei bambini. L'utilizzo di tecnologie sempre piu' sofisticate sta permettendo di riconoscere nuove alterazioni molecolari e cio' aprira' innovativi scenari terapeutici, con trattamenti sempre piu' intelligenti e, forse, con un uso piu' limitato della chemioterapia''.

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