Incostituzionale la Legge Brunetta sulla decurtazione di stipendio per i dipendenti pubblici in caso di malattia. Milillo (Fimmg): occorre un compromesso tra Governo e cittadini

Sanità pubblica | Silvio Campione | 13/09/2011 20:00

Il tribunale del lavoro di Livorno ha sollevato questione di incostituzionalita' della norma della cosiddetta legge Brunetta che prevede per i dipendenti pubblici una decurtazione dello stipendio per i primi 10 giorni di malattia. A firmare l'ordinanza che rimette la norma alla Consulta e' stato il giudice Jacqueline Monica Magi che ha accolto l'eccezione sollevata dai legali di 50 lavoratori della scuola della provincia di Livorno, promotori di un ricorso attraverso Unicobas della Toscana. E' stato lo stesso sindacato a rendere nota l'ordinanza.  

 Sotto esame e' finito l'articolo 71 della legge 133 del 2008: il giudice ha ritenuto ''rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimita' costituzionale'' della norma con riferimento agli articoli 3, 32, 36 e 38 della Costituzione. L'articolo 71 prevede che ''per i periodi di assenza per malattia, di qualunque durata, ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni, nei primi 10 giorni di assenza e' corrisposto il trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni indennita' o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonche' di ogni altro trattamento accessorio''. ''Di fatto la malattia diventa un 'lusso' che il lavoratore non potra' piu' permettersi e cio' appare in contrasto con l'articolo 36 della Costituzione che prevede che sia garantita una retribuzione proporzionata ed in ogni caso sufficiente a garantire un'esistenza libera e dignitosa''. Cosi' il giudice del lavoro di Livorno Jacqueline Monica Magi scrive nell'ordinanza con cui ha sollevato questione di legittimita' costituzionale dell'articolo 71 della legge 133/2008.    L'ordinanza e' del 5 agosto ma e' stata resa nota oggi da Unicobas della Toscana che tramite l'avvocato Claudio Altini assiste 50 tra docenti e lavoratori Ata della provincia di Livorno, alcuni dei quali avevano avuto una riduzione della busta paga dopo periodi di malattia, che hanno fatto ricorso al tribunale, sollevando eccezione di costituzionalita' poi accolta. Secondo il segretario toscano di Unicobas Claudio Galatolo, ''e' la prima pronuncia in Italia. E' la dimostrazione che lottare per i propri diritti alla fine paga''. Per il giudice la norma presenta profili di incostituzionalita' con riferimento agli articoli 3, 32, 36 e 38 della Costituzione. In particolare, riguardo all'articolo 3, nell'ordinanza si rileva ''un'illegittima disparita' di trattamento nel rapporto di lavoro dei lavoratori del settore pubblico rispetto a quelli del settore privato''. Sul 'diritto alla salute' di cui all'articolo 32 la norma ''crea di fatto un abbassamento della tutela della salute del lavoratore che, spinto dalle necessita' economiche, viene di fatto indotto a lavorare aggravando il proprio stato di malattia, creando cosi' un vulnus a se stesso e al Paese''. Con riferimento all'articolo 36 in sostanza con la decurtazione il guadagno, ''dati gli stipendi che percepiscono ad oggi i lavoratori del comparto pubblico, diventa tale da non garantire al lavoratore una vita dignitosa''. ''Privare durante la malattia un lavoratore di parte dello stipendio e della retribuzione globale di fatto - scrive infine il giudice con riferimento all'articolo 38 - integra esattamente quel far venire meno i mezzi di mantenimento e assistenza al cittadino in quel momento inabile al lavoro''. Brunetta risponde immediatamente al giudice: "Con riferimento alla notizia sull'ordinanza del Tribunale di Livorno che rimette al giudizio della Corte Costituzionale la normativa Brunetta sulle assenze per malattia, senza voler entrare nel merito della questione si precisa che l'articolo 71 della legge 133 del 2008 non prevede alcuna riduzione dello stipendio in caso di malattia fino a 10 giorni ma solo la decurtazione del trattamento accessorio, cioè di quello legato alla effettiva prestazione o alla produttività dei dipendenti pubblici". Brunetta sottolinea che "tale disposizione é prevista, per una durata diversa, anche all'interno di alcuni contratti collettivi nazionali di lavoro".  "Il rischio di un abbassamento della tutela della salute dei lavoratori esiste, per questo credo che la strada maestra da percorrere su questo tema sia quello di una negoziazione senza compromessi, che da un lato penalizzi le forme di assenteismo ma dall'altra tuteli i diritti di ogni lavoratore, sia pubblico che privato". Cosi' Giacomo Milillo, segretario dei Medici di Medicina Generale (Fimmg), commenta la sentenza del Giudice del lavoro di. "Sulle questioni tecnico-giuridiche non mi permetto di intervenire - aggiunge Milillo - quanto invece alla sostanza della questione penso che l'argomento sia molto delicato e che sia sbagliato affrontarlo per via normativa, magari con dei provvedimenti presi in modo occasionale che a volte possono risultare grossolani". Per Milillo, in sintesi, sarebbe piu' opportuno trovare un punto di equilibrio "tra le esigenze del Governo, che giustamente deve trovare dei meccanismi per disincentivare l'assenteismo, che non significa malattia, e quelle di tutti i lavoratori, che non devono vedersi sottratte alcune garanzie fondamentali".

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