Stop dal Senato ai nuovi ordini professionali. Rutelli: un Ddl che dà un altro taglio alla crescita

Redazione DottNet | 14/09/2011 18:26

L'aula del Senato ha deciso di sospendere l'esame, appena avviato, del disegno di legge che introduce cinque nuovi ordini professionali: infermieri professionali, ostetriche, professioni sanitarie della riabilitazione, tecnici sanitari di radiologia medica, professioni tecniche-sanitarie della prevenzione. La richiesta di sospensione e' stata avanzata dalla relatrice del ddl, la senatrice del Pdl, Laura Bianconi, che ha parlato di un problema insito nel provvedimento riguardante la questione delle sanzioni che va ulteriormente definito. Nel dibattito generale, pero', l'opposizione aveva sollevato le critiche per un disegno di legge che e' considerato del tutto contrario all'esigenza di risanamento economico previsto dalla stessa manovra economica che la Camera si accinge ad approvare. In particolare Francesco Rutelli aveva sottolineato il paradosso di un disegno di legge che introduce nuovi ordini mentre da piu' parti si chiede maggior liberalizzazione nelle professioni.

''Sarebbe questa la rivoluzione liberale di cui si fa portatrice l'attuale maggioranza?''. Cosi' Francesco Rutelli, presidente del gruppo del Terzo Polo al Senato, critica il ddl sui nuovi ordini professionali in campo sanitario approdato nell' Aula del Senato stamane e poi sospeso per definire meglio l'aspetto delle sanzioni.  ''E' impensabile - sostiene il leader del' Api - portare avanti questo provvedimento come se non ci trovassimo in una tempesta di crisi economica, che diventa crisi sociale e che ci impone di ripensare tutto il sistema ordinistico, e non di aggiungere altri cinque Ordini e venti Albi professionali a cio' che gia' esiste''. ''Mi chiedo come sia compatibile - sostiene Rutelli nel suo intervento - una scelta del genere con l'orientamento assunto dal Governo, che a corto di proposte dal punto di vista della crescita economica, ha detto, scritto ed approvato con la manovra su cui ha posto la questione di fiducia, che proprio l'accesso alle professioni deve diventare il primo tagliando per la crescita. Ma qui non stiamo facendo il tagliando per la crescita; piuttosto stiamo dando un altro taglio alla crescita''.  ''Una regolamentazione leggera e non quella contenuta nel provvedimento in esame serve a dare le garanzie riguardanti la deontologia, la certificazione o la presa d'atto della formazione, riguardanti la tutela degli utenti e i controlli di qualita' delle prestazioni che si fanno. Ma serve istituire cinque Ordini e 20 Albi per fare questo?'' conclude il leader di Api.