Sondaggio Merqurio con i medici di famiglia: sì al ticket per gli ambulatori, insoddisfatti dei sindacati di categoria

Silvio Campione | 15/09/2011 09:36

Vorrebbero il ticket anche per la visita presso i propri ambulatori, sono iscritti ad un sindacato di categoria, ma non ne sono del tutto soddisfatti, e la maggioranza dei loro pazienti appartiene alla categoria dei malati cronici. Il complesso mondo del medico di famiglia, troppo spesso sottovalutato, è stata analizzato dall’ultimo sondaggio del Centro Studi Merqurio che ha coinvolto, nella prima settimana di settembre, 960 medici di base in tutta Italia.

 Secondo i dati ottenuti il 69,79 % dei professionisti intervistati ha oltre mille pazienti, il 19,79% tra 500 e mille e il 9,38% meno di 500 e poi c’è un curioso 1,04% che “non sa quanti assistiti ha”: la maggioranza, dunque, rientra tra i cosiddetti massimalisti. Tra i compiti del medico di base c’è anche la spedizione dei certificati di malattia:  il 72,92% dei medici interpellati ogni giorno invia meno di cinque documenti  mentre solo il 4,17% supera i dieci; il 20,83% degli intervistati spedisce tra 5 e dieci certificati e l’1,04% non è in grado di quantificare l’esatto numero di documenti inviati all’Inps. Per un veloce e efficace invio telematico del documento di malattia occorre tuttavia una buona connessione al server dell’Inps: e c’è da dire che la fetta più grossa dei camici bianchi lamenta in tal senso frequenti problemi: per il 26,04% “dipende dalle giornate”, per il 10,42% la linea si blocca spesso, il 20,83% la considera appena discreta, e solo il 32.29% la definisce buona con un risicato 8,33% per il quale invece la connessione è ottima. L’introduzione della certificazione online piace, però, ai pazienti: il 61,46%, secondo quanto constatato sul campo dai medici sottoposti al sondaggio, è decisamente soddisfatto, il 12,50 non lo è per nulla e per  il 23,96% solo alcuni assistiti ne apprezzano i vantaggi.  Dove i medici di base sono d’accordo quasi all’unanimità, è sull’introduzione dei ticket anche per le visite presso i loro ambulatori: il 62,50 per cento è decisamente favorevole, l’8,33,% solo se si supera un certo numero di visite e appena  il 27,08% è invece contrario. Dal sondaggio effettuato dal Centro Studi Merqurio si evince anche che i più assidui frequentatori degli ambulatori sono, com’è ovvio, i malati cronici: il 73,96% dei medici ha tra gli assistiti la maggioranza di questa  categoria di pazienti mentre solo il 23,96% afferma che sono pochi. In un contesto così complesso, quale appunto l’assistenza ai malati cromici, la medicina d’iniziativa dovrebbe, quindi, essere incentivata. Ma a quanto pare, per i medici di base, non è poi così semplice: andrebbe, infatti, applicata solo nei casi più difficili per il 21,88% dei professionisti intervistati, mentre sarebbe addirittura inutile per il 35,42% di loro contro un 39,58% che, invece, ne auspicherebbe la massima diffusione “perché ottima”.   Va meglio, invece, per la medicina del territorio, tanto caldeggiata dal ministro Fazio che sta puntando sull’integrazione medico-ospedale per ridurre il sovraffollamento dei pronto soccorso: se per il 43,75% non si otterrà alcun risultato, c’è un 46,88% che, al contrario, lo ritiene un provvedimento opportuno mentre solo il 6,25% non è in grado di dare una risposta. Dal sondaggio si scopre anche che la maggioranza dei professionisti è iscritta ad un sindacato (il 73,96%) contro il 21,88% che non aderisce ad alcuna sigla. Ma il 21,88% degli iscritti giudica pessimo l’operato del proprio sindacato, il 14,58% inutile, il 27,08% buono e appena il 7,29% ottimo; il 3,12% non sa rispondere. C’è, quindi, una buona parte dei camici bianchi che  non apprezza il lavoro che fanno sul campo le associazioni di categoria: un malumore che, come si sa, è aumentato dopo i recenti provvedimenti del ministero dell’innovazione, tra cui certificati e ricette online. Infine secondo i camici bianchi interpellati, per sopperire alla scarsità di medici è indispensabile abolire il numero chiuso alle facoltà di medicina (per il 55,21%) contro un 34,38% che invece lo manterrebbe, il 7,29% giudica opportuno aprire le porte a tutti gli studenti sono nelle regioni dove vi è reale carenza di medici.

“La disaffezione ai sindacati non riguarda solo la medicina generale – commenta Giacomo Milillo, segretario della Fimmg la risposta relativa all’operato delle associazioni di categoria -, ma un po’ tutti i settori. Le confederazioni sono tutte in una fase di grande trasformazione  dove non è più pensabile ottenere risultati con azioni di forza col rischio, poi, d’isolare definitivamente le associazioni e di rendere sordi i soggetti istituzionali”. “L’azione sindacale – conclude Milillo – punta ormai  sulla costruzione di una forza dura ma non urlata e in questo senso si stanno muovendo tutte le sigle”.