Massa, venditori di protesi come aiuti in sala operatoria

Redazione DottNet | 20/09/2011 21:05

Un'altra bufera sulla Asl 1 di Massa Carrara, dopo lo scandalo del buco di bilancio da 270 milioni di euro: 11 persone, medici e agenti di commercio di prodotti per l'ortopedia, sono stati indagati dalla Procura di Massa Carrara per esercizio abusivo della professione sanitaria e falso ideologico. Secondo l'accusa, il sostituto procuratore Federico Manotti e' il titolare dell'inchiesta, i medici dell'unita' operativa di ortopedia dell'ospedale di Massa, tra cui il primario e un notissimo professionista, permettevano agli agenti di commercio che, probabilmente, rifornivano l'ospedale con le loro protesi, non solo di assistere alle operazioni, ma anche di ''mettere mano'' sui pazienti.

 Una pratica che si e' consumata, secondo gli inquirenti, ininterrottamente dal 2007 al 2009. Per coprire questa illecita e pericolosa attivita', i medici omettevano di annotare sul registro operatorio la partecipazione dei cosiddetti ''specialisti'' agli interventi chirurgici presi in esame. Nei giorni scorsi i carabinieri del Nas di Livorno hanno notificato gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari a 11 persone, 5 medici e 6 ''finti aiutanti'' dei chirurghi.Complessivamente sono 45 gli interventi chirurgici di artroprotesi nei quali i medici avrebbero consentito l'accesso in sala operatoria a persone non qualificate e sprovviste di adeguati titoli di studio, permettendo loro l'esecuzione di ''atti propri dell'attivita' sanitaria'', come la divaricazione, l'aspirazione e il tamponamento di ferite, l'uso di elettrobisturi e altre complesse manovre di posizionamento degli arti. Niente a che vedere, quindi, con l'inchiesta della stessa procura di Massa sul buco di bilancio della Asl che nell'ottobre 2010 venne commissariata. L'Azienda comunque non ha perso tempo avviando subito un'indagine interna per capire come sia potuto accadere un fatto cosi' pericoloso, soprattutto per i pazienti, e se ci sia stato omesso controllo. Una nota positiva pare ci sia: nei casi presi in esame dagli inquirenti non si sono evidenziate problematiche connesse al corretto impianto delle protesi. Preoccupata della ''cattiva pubblicita''' per l'ente il direttore generale della Asl 1 Teresa De Lauretis: ''Temo che questa ennesima inchiesta, anche se non ha nulla a che vedere con il buco di bilancio e la ritengo un caso isolato, possa oscurare le eccellenze che ci sono qui e il lavoro di tanta gente brava e professionale''. ''Temo che le responsabilita' possano estendersi oltre i limiti della Provincia di Massa Carrara - ha detto invece il deputato del PdL Lucio Barani- ; infatti gli abusi che sembrano essere emersi a Massa sono stati da me denunciati gia' circa due anni fa in seno alla Commissione d'Inchiesta di cui faccio parte''.