Exenatide, possibile terapia a lungo termine nel Diabete Mellito 2 con rischio CV

Giulietta Vessichelli | 23/09/2011 16:49

I risultati dello studio DURATION mostrano che la formulazione settimanale di exenatide potrebbe essere usata come terapia a lungo termine nei pazienti con diabete di tipo 2 non adeguatamente controllati con metformina e che presentano fattori di rischio cardiovascolari. Lo studio è stato presentato in occasione del Congresso della European Association for the Study of Diabetes di Lisbona. Nello studio, 467 pazienti con diabete di tipo 2 sono stati randomizzati a ricevere exenatide una volta alla settimana o insulina glargine una volta al giorno in combinazione alla terapia orale antidiabete. A 26 settimane, i pazienti che era stati trattati con exenatide hanno mostrato una riduzione significativa dell’emoglobina glicata con riduzione del peso corporeo. I pazienti trattati con insulina glargine hanno ottenuto una riduzione dei livelli di emoglobina glicata ma con aumento del loro peso corporeo.

Un totale di 346 pazienti ha completato le 84 settimane di studio, 173 con exenatide e 173 con insulina glargine. I partecipanti con valori anormali al basale hanno mostrato un miglioramento dei fattori di rischio cardiovascolare a 84 settimane per entrambi i gruppi in studio. I pazienti che avevano ricevuto exenatide hanno continuato a perdere peso durante la terapia, al contrario di quelli trattati con insulina glargine (P<0,001). L’aumento del peso corporeo osservato nel gruppo che aveva ricevuto insulina glargine era correlato in maniera significativa con l’aumento della pressione sanguigna sistolica (p=0,0499) e diastolica (P=0,0106). Un numero significativamente superiore di pazienti del gruppo assegnato a exenatide ha raggiunto valori di emoglobina glicata inferiori al 7% rispetto ai partecipanti trattati con insulina glargine (15,7% vs 7,9%; P=0,012). Inoltre, un numero superiore di pazienti assegnati a exenatide ha raggiunto il secondo endopint principale dello studio costituito dal raggiungimento dei valori di emoglobina glicata inferiori al 7%, della pressione sistolica inferiore a 130 mmHg e di LDL inferiori a 2,586 mmol/l (11,2% vs 5,1%, P=0,020). Meno del 10% dei pazienti in entrambi i gruppi ha presentato eventi avversi cardiovascolari durante le 84 settimane di studio . Un numero superiore di pazienti trattati con exenatide ha invece presentato eventi avversi gastrointestinali rispetto ai soggetti trattati con insulina glargine. Come spiegato dagli esperti, mentre entrambi i trattamenti migliorano i marker surrogati di rischio cardiovascolare in pazienti con fattori di rischio cardiovascolare anormali, exenatide è più efficace nel controllare la glicemia, riduce il rischio di ipoglicemia e provoca una riduzione del peso corporeo, rispetto all’insulina glargine. Exenatide è un farmaco della classe degli incretino mimetici, disponibile in Italia da oltre due anni. Il nuovo prodotto si differenzia per la maggiore durata d'azione dalla versione attualmente disponibile di exenatide che va assunta due volte al giorno, in quanto consente la somministrazione una sola volta alla settimana. Al contrario dell’Europa, l’Fda, non ha ancora approvato il farmaco, il cui dossier registrativo in Usa è stato depositato nel 2009.


Bibliografia: DURATION-3: Changes in Cardiovascular Risk Factors Observed in Patients With Type 2 Diabetes After 84-Week Therapy With Exenatide Once Weekly or Insulin Glargine. Abstract 778

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