Scoppia la guerra tra i medici e Groupon: contro i supersconti i camici bianchi si appellano al ministro Fazio e alla magistratura

Redazione DottNet | 25/09/2011 20:05

No dei medici su tutti i fronti: le prestazioni sanitarie non si possono svendere. I camici bianchi attaccano il sito Groupon, dove si trovano servizi a prezzi super ribassati, dalle officine fino appunto alle prestazioni sanitarie. E così scrivono al ministro della Salute Ferruccio Fazio: «Francamente non ci riconosciamo in una prospettiva che intende regolare le dinamiche della domanda e dell'offerta secondo logiche da supermercato». Ai carabinieri per la tutela della salute (ex Nas) denunciano: «Promuove l'acquisto di prestazioni mediche e odontoiatriche a tariffe irrisorie, indiscutibilmente inferiori ai costi di produzione.

Quindi è ingannevole perché non consente il controllo del rispetto della promessa e suscita allarme, non essendo sostenibile un'offerta a costo inferiore agli stessi fattori di produzione». Al garante della concorrenza segnalano: «L'intero mercato della salute subisce un danno poiché passa un messaggio che induce a credere che le prestazioni mediche abbiano costi vivi risibili e le stesse Aziende sanitarie speculino, considerati i costi dei ticket, superiori al costo delle prestazioni che loro offrono». Se guerra dev'essere, che sia: la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri ha deciso di aprire tutti i fronti legali possibili contro i responsabili italiani di groupon.it, società che offre online ai propri iscritti, a prezzi stracciatissimi (fra il 5o e il 90% di sconto), una gamma infinita di prodotti e servizi. Registrazione senza pagamento e ogni giorno arrivano via email i lanci delle nuove promozioni. Si va dallo shampoo alle cene, dai controlli alla caldaia alla tinteggiatura di appartamenti, dalle lezioni di equitazione ai lavaggi dell'auto. E nelle «vetrine» del sito, divise per città, si trovano anche molte proposte mediche, soprattutto visite odontoiatriche, impianti, pulizia e sbianca-mento dei denti. Ma anche consulenze dermatologiche, psicologiche, psichiatriche, visite cardiologiche o ginecologiche. La parola d'ordine è sempre la stessa: costi bassi che più bassi non si può. Ed è da questo che parte la Federazione nazionale di medici e odontoiatri, segnalando il caso al garante della concorrenza per primo, ma anche, appunto, al ministro Fazio, ai carabinieri e ai presidenti di Ordini e Commissioni per gli iscritti all'albo. Secondo le denunce, Groupon e «gli operatori sanitari che collaborano con la società» avrebbero messo a punto una «pratica commerciale scorretta e di grave rischio per la salute dei consumatori, indotti a credere che prestazioni mediche o odontoiatriche complesse possano essere acquistate a prezzo oggettivamente inferiore al costo di loro produzione». Un esempio: in una zona centrale di Milano uno studio dentistico ha venduto a 59 euro invece che a 450 (sconto 87%) trattamenti di pulizia e sbiancamento dei denti. Sul web non è nuova la discussione sulle offerte iper scontate di Groupon, sulla sua affidabilità e sulla deontologia dei medici e dei dentisti che collaborano. Le pagine online dei siti specializzati in odontoiatria pubblicano la difesa della società: «Non vogliamo polemizzare con l'Ordine o le associazioni di categoria, diciamo solo che Groupon si attiene alle indicazioni di legge». Le stesse indicazioni che la Federazione chiede di verificare: idoneità, autorizzazione delle strutture, personale specialistico, regolarità fiscale delle attrezzature e delle norme sul lavoro dipendente. Ma la polemica continua: se l'Ordine dei medici ha denunciato Groupon, adesso è Groupon che denuncia l'Ordine dei medici. La guerra annunciata è già qui. La società che vende prodotti e servizi online fa la sua contromossa per difendersi dalla «campagna mediatica» dei medici che l'accusano, in sostanza, di vendere prestazioni mediche a prezzi troppo stracciati seguendo una «logica da supermercato». Risultato: Groupon risponde allo stesso modo. Per la precisione il Gruppo ha fatto sapere  di aver preparato «azioni legali volte a segnalare urgentemente all’Antitrust l’attuale campagna mediatica dell’Ordine dei Medici che si rappresenta come un vero boicottaggio del nostro lavoro fondato, tra l’altro, su ricostruzioni fattuali false, nonché su motivazioni assolutamente pretestuose». Casomai non fosse chiaro che a Groupon stavolta se la sono proprio presa, ecco un altro passaggio della nota diffusa venerdì: «E’ bene ricordare - scrivono - che, contrariamente all’Ordine dei Medici che tenta di difendere una categoria, limitando al suo interno la libera concorrenza dei suoi iscritti, Groupon veicola un messaggio innovativo e rivoluzionario, facendosi portatore dei diritti dei consumatori che sono liberi di informarsi, scegliere e decidere – a fronte di proposte chiare e trasparenti – dove rivolgersi per usufruire di servizi sanitari». La concorrenza sleale, in sostanza, la ipotizzano i responsabili del sito, in continua crescita per gli sconti che offre praticamente senza esclusione di campo. E' sufficiente registrarsi e navigare fra le offerte (divise per città) che hanno prezzi scontati anche fino al 90% su tutto: non soltanto prestazioni mediche di vario genere (visite odontoiatriche, ginecologiche, cardiologiche...) ma anche tagliandi per auto, trattamenti estetici, viaggi, cene, palestre... Difficile non fermarsi davanti a costi «risibili», e «più bassi del costo di produzione», come dice l'Ordine dei medici, puntando il dito proprio sul concetto di «outlet della salute».