Sigo, stop ai punti nascita con meno di 500 parti

Redazione DottNet | 26/09/2011 19:22

Oggi in Italia una nascita su 10 avviene in strutture che assistono meno di 500 parti l'anno. "Pochi, troppo pochi per poter garantire la sicurezza di madri e bambini'' spiega Nicola Surico, Direttore della Clinica ginecologica dell'Università del Piemonte orientale presso l'Ospedale Maggiore di Novara e Presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), che inaugura oggi a Palermo il suo Congresso nazionale.

 A quasi un anno dal piano di riordino varato dal Ministro Fazio nel concreto, avverte, non vi sono cambiamenti significativi. ''I casi di centri chiusi o riconvertiti sono rare eccezioni e le Regioni che ci hanno provato - aggiunge Surico - si sono scontrate con fortissime resistenze. Vanno informate le donne sui requisiti minimi da richiedere, ne va della loro sicurezza: meglio sopportare il disagio di qualche km in più che correre rischi. Come tecnici, però, ci appelliamo in primo luogo agli amministratori: non si può perdere altro tempo". Fra le misure previste dal piano vi era anche il contrasto all'abuso dei tagli cesarei, che nel nostro Paese rappresentano oggi il 38% del totale dei parti (record europeo). "La nostra regione vanta il triste primato, dopo la Campania, del più alto tasso di ricorso al taglio cesareo, utilizzato in più di un parto su due (53,1%) - afferma il prof. Paolo Scollo, vicepresidente SIGO e Direttore dell'U.O. di Ginecologia e Ostetricia dell'Ospedale Cannizzaro di Catania -. Altri segnali preoccupanti sono il basso numero di gravidanze seguite presso i consultori (< 15%) e un'elevata percentuale di assistenza ostetrica privata (86%). 'Storture' che la riforma prevede di correggere e che il nuovo piano sanitario regionale accoglie''.
In Sicilia si registra inoltre il più alto numero di punti nascita con meno di 500 parti l'anno, ben 38. Per definire i requisiti minimi la SIGO, in collaborazione con altre Società scientifiche ed associazioni, ha dato vita al GINS - il Gruppo Intersocietario Nascita Sicura e sta lavorando ad un progetto per la certificazione dei reparti su criteri oggettivi. "Sono pronti gli indicatori ed a breve presenteremo il manuale operativo - spiega Surico -. Siamo partiti dagli standard internazionali che abbiamo adattato al contesto italiano. Fra i punti chiave vi è la copertura di una guardia medico-ostetrica, anestesiologica e medico-pediatrica attiva 24 ore su 24".

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