Chemioterapia ed infertilità: primo bambino in Italia concepito grazie ad ovuli congelati

Ginecologia | Fidia Detailing | 27/09/2011 17:47

Concepire un figlio in seguito ad una terapia antitumorale sembrava impossibile, ma grazie al congelamento dei gameti femminili anche le donne sottoposte a cure a base di chemioterapici possono sperare di diventare madri. Si chiama Alberta la prima donna in Italia ad essere rimasta incinta in seguito ad un trattamento antitumorale, grazie al congelamento degli ovuli.

Tre anni fa Alberta seppe di avere un tumore al seno e iniziò una chemioterapia che ne avrebbe compromesso la fertilità. Ora, dopo aver sconfitto la malattia, all’età di 37 anni è al terzo mese di una gravidanza che procede nel migliore dei modi.  E’ stata Eleonora Porcu, ricercatrice dell'Università di Bologna, ad assistere la maternità e a presentare il caso in occasione del Congresso SIGO, Società italiana di Ginecologia e Ostetricia, tenutosi a Palermo. Ogni anno, ha spiegato la dottoressa Porcu, sono centinaia di migliaia le donne che hanno problemi di fertilità a causa del cancro. Alcuni dati rivelano che in Italia il problema riguardi circa il 50-60% delle donne sottoposte a chemioterapia: considerando il solo tumore al seno, il numero di donne colpite ammonta a circa 20.000 l'anno. A differenza del congelamento degli embrioni, ha dichiarato la ricercatrice, il congelamento degli ovociti è espressamente consentito dalla legge italiana e ha il vantaggio di poter essere praticato preventivamente, in attesa del momento giusto per diventare madri.

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato