Bianco (Fnomceo): è giusto evitare l’accanimento terapeutico. Che cosa ne pensate?

Redazione DottNet | 27/09/2011 18:54

''Uno dei principi che guida l'atteggiamento del medico con i pazienti terminali e' l'evitare l'accanimento terapeutico, quando il proseguimento delle cure non puo' piu' dare risposte al sollievo della sofferenza''. Cosi' Amedeo Bianco, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) commenta la presa di posizione di 37 medici in Gran Bretagna che hanno accusato la medicina moderna di dare 'false speranze' ai malati terminali prescrivendo costosissime medicine quando non ci sono piu' speranze.

 ''La nostra deontologia, ma anche le buone pratiche mediche - aggiunge - prevedono che l'atteggiamento del terapeuta debba essere commisurato al risultato che ci si puo' attendere. Nella fase terminale della malattia si fa attenzione ai trattamenti capaci di alleviare il dolore''. A volte, sottolinea Bianco, puo' accadere che lo stesso paziente chieda al medico di tentare altre strade. ''In questi casi - rileva - diventa difficile: da una parte c'e' la richiesta, dall'altra un imperativo deontologico ed etico di dare sollievo dalla sofferenza. Puo' poi succedere che il medico alla fine insegua piu' la malattia che il malato''. In Italia, dove c'e' una disciplina oncologica ''sviluppata, in linea di massima non avviene quello che accade in Inghilterra, ma non si puo' escludere che anche da noi, in questa guerra alla malattia, si sconfini in un uso inappropriato dei protocolli per allungare la vita dei pazienti''. Bianco ricorda che la terapia oncologica e' abbastanza costosa, anche per il frequente uso di farmaci biologici e sottolinea che ''l'area di appropriatezza della cura diventa sempre piu' ristretta, da questo punto di vista e' fondamentale il rispetto dei protocolli. Inoltre bisogna avere la forza e il coraggio di non guardare la malattia, ma il malato''. Secondo il presidente della Fnomceo, occorre comunque da una parte ''irrobustire la cultura dell'appropriatezza delle cure: tutti sappiamo che le risorse sono definite, un loro uso non appropriato puo' comportare che non siano disponibili per un uso efficace. Si tratta di fare in modo che le risorse impegnate siano in grado di produrre risultati piu' efficaci, e questo vale sia per i malati pre-terminali che per quelli terminali''. Va infine spiegato a tutti - conclude - che le scelte di interrompere un trattamento o non praticarlo ''non sono dettate dall'esigenza di un risparmio tout cour, ma da un uso appropriato delle risorse. Credo che si sia sempre spazio per migliorare la qualita' delle cuore e l'efficacia delle risorse investite''.  

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