Cure primarie, per la Cgil la risposta del ministro Fazio sul riordino è inadeguata

Sindacato | Redazione DottNet | 27/09/2011 18:58

La proposta del ministro Fazio sul riordino delle cure primarie, discussa ieri pomeriggio al ministero della Salute, ''e' del tutto inadeguata''. Lo afferma Nicola Preiti, coordinatore nazionale Fp-Cgil, secondo cui la proposta ''non adatta la vigente normativa sanitaria alle novita' introdotte con la riforma del Titolo V della Costituzione, non ricalibra il sistema sulla base delle moderne necessita' assistenziali e scardina un sistema senza crearne uno nuovo''.

 Secondo il coordinatore nazionale Fp-Cgil, ''si vendono per novita' misure gia' presenti oppure misure gia' previste, senza successo, nelle convenzioni nazionali, come l'obbligo per i medici di essere inseriti in Aggregazioni Territoriali Funzionali o nelle Unita' Complesse di Cure Primarie''. Inoltre, aggiunge il sindacalista, ''si vorrebbe introdurre una modulazione regionale del limite massimo di assistiti e si vogliono far lavorare di piu' i medici per compensare la riduzione della retribuzione''. ''Invece dell'accesso unico alle cure primarie e dell'istituzione di un'unica figura professionale - conclude Preiti -, si ripristina la vecchia graduatoria unica gia' nella discrezionalita' delle regioni''. In sintesi, e' la tesi della Fp-Cgil, ''bisogna rivedere profondamente questa proposta a partire dalla distinzione tra cio' che deve essere regolato per legge e quello che deve essere lasciato alla contrattazione''.

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