Professioni sanitarie, passa la riforma: riordinati i servizi erogati dalle farmacie, via libera al fascicolo sanitario elettronico. Gli ordini saranno finanziati dagli iscritti. Cure primarie, delusione dello Snami

Redazione DottNet | 28/09/2011 19:26

La riforma degli ordini delle professioni sanitarie, ma anche nuove norme per la sperimentazione clinica dei medicinali: e' quanto prevede la legge delega sulle professioni sanitarie che e' stata approvata dalla Camera e che ora passa al Senato. In base al testo approvato a Montecitorio, il governo e' delegato ad emanare decreti legislativi per il riassetto della normativa in materia di sperimentazione clinica dei medicinali per uso umano. I criteri direttivi da seguire sono: la riduzione dei numerosi comitati etici; l'individuazione della modalita' per l'attivazione dei nuovi centri clinici dedicati agli studi clinici di fase 0 e 1, sia per i pazienti sia su volontari sani; la semplificazione delle procedure; l'applicazione dei sistemi informatici a supporto delle sperimentazioni cliniche; un nuovo meccanismo di valutazione dei risultati; l'istituzione di un portale di consultazione per il cittadino; la riformulazione dell'apparato sanzionatorio, amministrativo e penale, per perseguire piu' efficacemente gli abusi e le irregolarita' nella sperimentazione.

Altra disposizione di rilievo e' la specifica definizione dei fondi per la ricerca: il 10 per cento dovra' essere destinato ai progetti di ricerca sanitaria proposti dai giovani ricercatori di eta' inferiore ai 40 anni. Da segnalare anche la norma che introduce il divieto di atti di sequestro e pignoramento sui fondi destinati alla ricerca sanitaria. Quanto agli ordini professionali, avranno lo status giuridico di enti pubblici non economici, subiranno un rafforzamento del codice deontologico, oltre all'efficacia e alla terzieta' del giudizio disciplinare. Gli oneri del finanziamento degli ordini saranno a totale carico degli iscritti, cosi' come la adeguata copertura assicurativa per responsabilita' professionale per gli iscritti agli albi. Grazie ad un emendamento del Pd approvato contro il parere del governo, non verra' istituito un ordine 'ad hoc' per i dentisti: gli odontoiatri continueranno ad essere iscritti all'ordine dei medici. Verranno riordinati anche i servizi erogati dalle farmacie: vi si potranno fare gli esami strumentali di autocontrollo quale, per esempio, la misurazione della pressione. Novita' anche in materia di sanita' elettronica con l'istituzione del fascicolo sanitario elettronico di ogni singolo assistito: una sorta di carta di credito che racchiude tutti i dati e i documenti digitali di tipo sanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi di ogni singolo cittadino. Il fascicolo ha finalita' di studio e di ricerca scientifica in campo medico ed epidemiologico, ma servira' anche per la programmazione dell'assistenza sanitaria e la verifica della qualita' delle cure. Infine, per le sperimentazioni cliniche dovra' esserci una particolare attenzione alla ''medicina di genere'', e chi sara' condannato per esercizio abusivo della professione medica vedra' sequestrati tutti gli strumenti da lui utilizzati per commettere il reato.

Emendamenti all'articolo 1

Sperimentazione clinica e innovazione in sanità: arrivano le sperimentazioni di "genere" e nuove norme per la Rm. Più attenzione alla medicina di genere. Un emendamento all’articolo 1 prevede infatti che l’individuazione delle modalità per il sostegno all’attivazione o all’ottimizzazione di centri clinici dedicati agli studi clinici di fase 0 e fase I su pazienti e volontari sani, debba essere equamente ripartito tra i due generi. Anchel’eventuale istituzione di Master in conduzione e gestione di studi clinici controllati dovranno ora includere la farmacologia di genere. Aggiunto l’articolo 1-bis dedicato alle apparecchiature a risonanza magnetica. L’articolo prevede, in particolare, che l’installazione di dette apparecchiature debba essere autorizzata dalla Regione nel caso di un valore di campo statico di induzione magnetica non superiore a 4 Tesla e dal ministero della Salute (sentiti il Consiglio superiore di sanità, l’Istituto superiore di sanità e l’Inail) in caso di valore maggiore. Queste ultime apparecchiature potranno essere installate solo presso i grandi complessi di ricerca e studio ad alto livello scientifico (università ed enti di ricerca, policlinici, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico), che dovranno presentare domanda di autorizzazione corredata dalla documentazione relativa al progetto di ricerca scientifica o clinica programmata da cui risultino le motivazioni che rendono necessario l’uso di campi magnetici superiori a 4 Tesla. L’autorizzazione ha validità di cinque anni e può essere rinnovata. Al ministero della Salute spetterà infine disciplinare le modalità per l’installazione, l’utilizzo e la gestione delle apparecchiature a risonanza magnetica da parte delle strutture sanitarie, assicurando l’adeguamento allo sviluppo tecnologico e all’evoluzione delle conoscenze scientifiche, con particolare riferimento alla sicurezza d’uso e alle indicazioni cliniche dei dispositivi medici in relazione all’intensità del campo magnetico statico.

Emendamenti all'articolo 6

Professioni sanitarie. Niente Ordine degli odontoiatri e sanzioni disciplinari per chi applica le linee guida. Saranno validi i crediti Ecm acquisiti all'estero. L’articolo prevede la delega al Governo per la riforma degli Ordini dei Medici e Chirurghi, Veterinari, Farmacisti e Odontoiatri. Ma proprio un emendamento di ieri, con la soppressione della lettera t) del comma 2, ha affossato definitivamente la possibilità per gli Odontoiatri di vedere istituito un proprio Ordine professionale. Altra importante novità, l’esclusione dall'assoggettabilità a sanzione disciplinare del professionista che abbia adottato comportamenti in applicazione di linee guida, protocolli terapeutici, disposizioni organizzative emanate dalle regioni nei confronti del personale dipendente dal Servizio sanitario nazionale. Infine l’Ecm, con l’inclusione dei crediti formativi acquisiti all’estero e riconosciuti dai collegi professionali dei Paesi dell’Unione europea, degli Stati Uniti d’America, del Canada e dell’Australia.

 Emendamenti all'articolo 9

Sicurezza delle cure. No al segreto professionale e professionale sugli eventi avversi. Cancellato l'obbligo delle strutture di presentare una relazione annuale sui casi. Cancellato il segreto professionale e d’ufficio sugli eventi avversi e le relative analisi e indagini che le strutture sanitarie metteranno in atto per affrontarli. Si compie poi un passo indietro nei confronti delle Regioni, cancellando l’obbligo delle strutture sanitarie di presentare ogni anno alla Regione una relazione consultiva sugli eventi avversi che si sono verificati e lasciando che siano le Regioni stesse a definire gli obblighi informativi delle strutture riguardo questi eventi. Ma nel monitoraggio costatante degli eventi avversi, anche i cosiddetti “quasi eventi”, le strutture dovranno predisporre in modo tempestivo le indispensabili misure di prevenzione anche verificando costantemente orari e giornate di lavoro al fine di assicurare l’adeguatezza del carico di lavoro rispetto al personale in servizio. Aggiunto, infine, un nuovo articolo: il 9-bis sull’obbligo di contrarre un’assicurazione secondo quanto previsto dal comma 1, art. 132 del Dlgs 209/2005. L’emendamento al Ddl Omnibus prevede infatti che le imprese di assicurazione sono tenute ad accettare, secondo le condizioni di polizza e le tariffe che hanno l’obbligo di stabilire preventivamente per ogni rischio derivante dalla circolazione non solo dei veicoli a motore e dei natanti, ma ora anche dell’esercizio della professione medica, le proposte per l’assicurazione obbligatoria che sono loro presentate, fatta salva la necessaria verifica della correttezza dei dati risultanti dall’attestato di rischio, nonché dell’identità del contraente e dell’intestatario del veicolo, se persona diversa.

 Emendamenti all’articolo 10

Formazione medico specialistica

Approvato il tanto contestato e poi riformulato emendamento per l’assunzione degli specializzandi nelle Ao e strutture del Ssn. Nel dettaglio, l’emendamento prevede che siano definite le modalità, anche negoziali, per l'inserimento dei medici in formazione specialistica ammessi al biennio conclusivo del corso, all'interno delle aziende del Servizio sanitario nazionale costituenti la rete formativa. Un’ulteriore modifica approvata stamani alla Camera prevee che questo avvenga comunque senza mutamento della natura giuridica del rapporto di formazione specialistica e fermo restando che il relativo contratto non può dar in alcun modo diritto all'accesso ai ruoli del Servizio sanitario nazionale né all'instaurazione con lo stesso di alcun rapporto di lavoro. La valutazione finale del medico in formazione specialistica, inoltre, resta di competenza della scuola di specializzazione. Si salvaguardia così il rischio paventato dai sindcati medici e dalle associazione dei giovani medici di “sfruttamento” degli specializzandi a discapito dei medici che sono in attesa di concorso per i posti di dirigente medico che andranno progressivamente liberandosi. Un ulteriore emendamento prevede poi che l'inserimento dei medici in formazione specialistica nelle aziende del Servizio sanitario nazionale avviene su base volontaria, non può dar luogo a indennità, compensi o emolumenti comunque denominati, diversi anche sotto il profilo previdenziale da quelli spettanti a legislazione vigente ai medici specializzandi e comporta la graduale assunzione delle responsabilità assistenziali secondo gli obiettivi definiti dall'ordinamento didattico del relativo corso di specializzazione.

 Emendamenti all’articolo 12

Nessuna novità per i servizi in farmacia. Confermata, con voto dell’Aula, la soppressione dell’articolo 12 che prevede che, oltre agli infermieri, anche i fisioterapisti possano concorrere ai nuovi servizi previsti dal riordino delle farmacie, dove si sarebbero potute effettuare anche prestazioni strumentali, oltre a quelle analitiche già previste.

 Emendamenti all’articolo 13

Sanzioni più severe per medici e veterinari che facciano convenzioni co le farmacie. Medici e veterinari, in quanto abilitati alla prescrizione di farmaci, non possano operare all’interno della farmacia, né con essa avere convenzioni per la partecipazione agli utili. Le sanzioni per chi trasgredisce salgono a un minimo di 20mila e un massimo di 100mila euro contro i 5 e 30 mila previsti precedentemente.

 

Cure primarie di medicina generale

 Delusione nello Snami per l’esito dell’incontro di lunedì scorso al dicastero della Salute sul riordino delle Cure primarie. Perché nella riunione, alla quale erano presenti Regioni e sindacati dell’area convenzionata, la parte pubblica ha riconfermato il proprio orientamento per un modello di Medicina generale svincolato dal rapporto medico-paziente e orientato alla “ospedalizzazione”dell’assistenza territoriale. «L’impressione» spiega Pasquale Orlando, Segretario del Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani «è che noi e loro viaggiamo su binari distinti, con visioni completamente diverse delle Cure primarie. E gli spazi per scavare alla ricerca di convergenze sembrano non esserci, perché il Ministero ha fretta di chiudere la partita». Per quanto riguarda la bozza, che riscrive l’articolo 8 del d.lgs 502/92, Snami ha esposto i motivi che nei giorni scorsi l’avevano spunto a bocciare il documento. «La ristrutturazione del compenso con quota capitaria od oraria rapportata alla complessità degli assistiti» prosegue Orlando «non ha senso e rischia di impoverire i medici, perché non ci sarebbe più alcun aggancio alla mole di attività richieste dalla Convenzione». No secco anche all’adesione obbligatoria alle Uccp, le Unità complesse di cure primarie in cui dovranno lavorare medici di famiglia e specialisti: «Si tratta» ricorda Orlando «di una formula organizzativa accentrata che ricalcherebbe il modello ospedaliero ed è contraria all’esperienza della medicina generale, basata invece sul rapporto duale tra curante e curato e sulla capillarità del servizio. Non capiamo quali vantaggi dovrebbero portare queste strutture, che non risolvono il problema del governo della domanda di prestazioni, rischiano di portare nell’assistenza territoriale quella logica delle liste di attesa dell’ospedale e, per di più, sono più adatte a realtà urbane o a una geografia non montuosa. Da parte nostra, siamo invece per un forte impulso all'informatizzazione e un rafforzamento della rete tra medici del territorio e ospedale. Prima di costringere i pazienti a spostarsi, facciamo viaggiare i dati». L’attesa è ora per la seconda bozza del riordino, in cui il Ministero recepirà le correzioni uscite dal tavolo. «Stiamo a vedere quanto delle nostre considerazioni verrà recepito» conclude Orlando. Nel frattempo, Snami preparerà un proprio controprogetto: «Consulteremo la base e la inviteremo a fare proposte» spiega il presidente del sindacato, Angelo Testa «siamo convinti che esistano alternative migliori alle Uccp, “grupponi”che non piacciono ai medici e non servono ai pazienti».

 

 

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