Fuga da ortopedia, la categoria colpita da troppe denunce. Pochi gli iscritti alla scuola di specializzazione. Che cosa ne pensate?

Ortopedia | Redazione DottNet | 02/10/2011 19:56

Non arrivano a 200 i giovani medici che ogni anno scelgono di specializzarsi in ortopedia in Italia e i posti messi a disposizione rischiano di rimanere scoperti a causa di una sorta di ''stress da denuncia'' che colpisce la categoria. Ogni anno infatti vengono depositate circa 18000 cause di responsabilità professionale e si stima che in vent'anni di attività ben quattro medici su dieci vengano citati in giudizio, finendo per passare un terzo del loro tempo fra le carte bollate. La specialità più spesso "chiamata in causa" dai pazienti è proprio l'ortopedia: sui 7000 specialisti di tutta Italia pendono circa 2000 denunce.

Nell'80 per cento dei casi la causa decade, ma l'ortopedia ormai "fa paura": i 187 posti delle Scuole di Specializzazione messi quest'anno a disposizione dal Ministero rischiano di non essere coperti. E per i pazienti gli ''effetti collaterali'' non sono indifferenti. La paura di sbagliare o di esporsi a rischi fa aumentare la medicina difensiva con un eccesso di analisi o con l'abbandono delle tecniche innovative. I dati arrivano dal Congresso Nazionale della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT), in corso a Rimini. Per monitorare le sentenze e trovare soluzioni che garantiscano medici e pazienti, SIOT è la prima (per ora unica) società scientifica ad aver stipulato nel 2010 una convenzione con l'Osservatorio Responsabilità Medica (OrME). I primi risultati sulle sentenze del Tribunale Civile di Roma sono giudicati incoraggianti dalla categoria: su tre milioni di prestazioni effettuate da ortopedici laziali fra il 2006 e il 2008, solo 69 i casi di errore medico condannati dai giudici. Intanto restano troppo pochi gli iscritti ad ortopedia. Quest'anno sono 187 i posti disponibili per aspiranti ortopedici, ma c'è il rischio che restino scoperti. Negli ultimi 15 anni i contenziosi medico-legali sono cresciuti del 255 per cento e sono ormai circa cinquemila i siti internet che offrono assistenza legale ai pazienti per casi di presunta "malpractice". Così, nonostante l'80 per cento delle accuse finisca per decadere, fare l'ortopedico è ormai diventata una professione "pericolosa". "Il nostro obiettivo è avviare un'analisi seria e approfondita delle sentenze che riguardano ortopedici e traumatologi, per realizzare in pochi anni una banca dati nazionale che consenta di mappare la casistica dei sinistri in ortopedia e traumatologia'', spiega Umberto Tarantino, coordinatore del progetto e direttore della Divisione di Ortopedia e Traumatologia della Fondazione Policlinico Tor Vergata di Roma. Nel 16 per cento dei casi è stata chiamata in giudizio l'intera equipe, ha aggiunto Nicola Pace, Co-presidente del Congresso e primario di Ortopedia all'Ospedale Civile di Jesi. Gli interventi di chirurgia vertebrale sono i più soggetti a richieste di risarcimento (16 per cento), seguiti dalla chirurgia protesica dell'anca (9 per cento) e dalla chirurgia del piede (8 per cento). In totale sono stati liquidati circa 6,5 milioni di euro di risarcimento. Nell'8 per cento dei casi il chirurgo è stato condannato per aver leso il diritto del paziente a essere informato correttamente.

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