Snami: per i medici di famiglia l’Iva al 21% sarà un salasso da 3mila euro l'anno

Redazione DottNet | 10/10/2011 17:23

"L'Iva al 21% si tradurrà per i medici di famiglia in un aumento dei costi di gestione non inferiore ai due-tremila euro all'anno". La stima è di Francesco D'Accardi, tesoriere dello Snami (Sindacato nazionale autonomo medici italiani) che conti alla mano, sulla base della manovra di Ferragosto, lancia l'allarme: "Tra utenze, spese di ambulatorio e di personale, i costi di uno studio di medie dimensioni ammontano a circa 40-50mila euro l'anno. L'aumento di un punto dell'Iva comporterà quindi un appesantimento delle uscite a carico dei medici di famiglia di almeno 2-3mila euro annui".

 "Non va infatti dimenticato - sottolinea in una nota D'Accardi - che le prestazioni sanitarie che eroghiamo sono esenti Iva per i pazienti e quindi il generalista non ha la possibilità di scaricare l'imposta. Inoltre, per vari meccanismi fiscali, la maggior parte delle spese sostenute non è deducibile". La lista degli aumenti non finisce qui. La Manovra precedente, quella di luglio, ha infatti imposto il blocco dei rinnovi contrattuali per il personale convenzionato con il Ssn fino al 2014, da cui il congelamento per tre anni degli stipendi dei medici di famiglia. "A questi compensi - aggiunge D'Accardi - attingiamo per coprire i costi di gestione, che nessuno può fermare e continuano a crescere a ritmi sostenuti, a prescindere dall'aumento dell’Iva. Risultato: è come se i nostri salari arretrassero: per un massimalista, cioè un medico con 1.500 assistiti, la perdita si aggira sugli 8 mila euro all'anno". Di qui la rinnovata richiesta dello Snami di "scorporare" i fattori di produzione dalla retribuzione professionale del medico convenzionato. "Sarebbe - conclude D'Accardi - un passo avanti, ma innanzitutto è necessario che chi governa prenda coscienza della contraddizione che grava oggi sui medici di famiglia, collocati contrattualmente nella posizione di liberi professionisti convenzionati ma trattati di fatto dal Ssn come parasubordinati".