Rasi: task force per i farmaci omeopatici, in arrivo nuove regole

Redazione DottNet | 11/10/2011 17:57

Sono almeno nove milioni (secondo la rilevazione Istat 2007, anche se stime piu' recenti gia' parlano di 11 milioni) gli italiani che ogni anno si rivolgono alla medicina non convenzionale, dall'agopuntura, alle cure omeopatiche, alla fitoterapia. E per mettere ordine nel settore, evitare l'abusivismo e proteggere la sicurezza dei pazienti, il Senato sta lavorando a un disegno di legge per affrontare alcuni temi cruciali come la formazione, la creazione di registri dei professionisti o l'introduzione di alcune pratiche nei livelli essenziali di assistenza, come gia' fanno alcune Regioni tra cui la Toscana.
 

 Nel frattempo i senatori della commissione Sanita', come hanno annunciato Luigi D'Ambrosio Lettieri e Daniele Bosone, stanno mettendo a punto una mozione bipartisan che impegni il governo sulla materia e aiuti superare l'empasse che si registra al momento nonostante la necessita' di regole espressa da tutti gli operatori del settore nel corso del convegno 'Medicine non convenzionali: serve una regolamentazione'. Il ddl, di cui c'e' gia' una bozza di testo unico, e' fermo in Commissione perche' ''fuori c'e' ancora un po' di pregiudizio - spiega Bosone - che attraversa la politica e che impedisce di prendere la via giusta''. Che e' quella di ''integrare il filone delle cure non convenzionali con la medicina tradizionale'' riconoscendo ''la 'doppia liberta'', di scelta terapeutica del singolo e di cura da parte dei medici''.
A chiedere regole chiare a gran voce sono sia i produttori di farmaci omeopatici (un mercato in crescita del 3% nel 2010, ha spiegato Fausto Panni, presidente di Omeoimprese, con ''27 milioni di confezioni vendute'') sia l'autorita' che quei medicinali deve autorizzare al commercio, l'Aifa. L'agenzia del farmaco, come ha chiarito il suo ormai ex direttore generale, Guido Rasi, da oggi direttore esecutivo dell'Ema, ha lavorato a rilento, con un solo addetto, all'autorizzazione dei medicinali non convenzionali, ma sta attivando una task force che da qui al 2015, termine del regime transitorio previsto dalla direttiva Ue, ma probabilmente in tempi piu' rapidi, passi al vaglio i circa 31mila prodotti in attesa di autorizzazione.
Quello che bisogna ''abbattere'', comunque, e' la convinzione di Simonetta Bernardini, responsabile del progetto del primo ospedale di Medicina integrata di Pitigliano (Grosseto), e' la ''discriminazione nell'accesso'' a questo tipo di cure di cui hanno bisogno ''tutte le fasce di eta' e tutti i livelli sociali''. In Toscana, dove le cure non convenzionali sono offerte dalla sanita' pubblica, ha spiegato Sonia Baccetti, coordinatore della Rete Toscana Medicina integrata, un cittadino su 5, secondo una ricerca del 2009, conosce le medicine complementari e nel 13,4% di chi ne ha fatto uso il livello di gradimento sfiora la soglia dell'80%.