Il Ddl sul biotestamento sarà legge entro la fine dell’anno. Bianco: rischio contenziosi

Redazione DottNet | 12/10/2011 19:48

Il ddl sul biotestamento potrebbe diventare legge dello Stato prima della fine dell'anno. La previsione e' del relatore del provvedimento, Raffaele Calabro', al termine del ciclo di audizioni della commissione Sanita' del Senato che sta esaminando il testo. Il provvedimento, approvato dalla Camera lo scorso luglio con diverse modifiche, e' tornato in terza lettura al Senato, e da domani la commissione entrera' nel vivo dell'esame delle 'correzioni introdotte a Montecitorio. ''Al momento - ha spiegato Calabro'  - le audizioni non ci hanno convinto della necessita' di modifiche sostanziali al testo'' che potrebbe quindi essere approvato da Palazzo Madama senza nuovi cambiamenti, anche se ''bisognera' vedere ora come va il dibattito in commissione''.

 Le modifiche introdotte da Montecitorio, anche alla luce di ''sottolineature e chiarimenti'' arrivati dagli esperti, ''non danneggiano ne' peggiorano il testo'' anche se ''ci e' arrivata l'indicazione della necessita' di alcune chiarificazioni''. Ma, fa notare il relatore, anche tra gli stesse societa' scientifiche ''ci sono state valutazioni non omogenee. Ad esempio per i rianimatori ci hanno detto che parlando di 'accertata assenza di attivita' cerebrale integrativa corticale e sottocorticale' si parla di pazienti praticamente morti, mentre oggi, a partire dal direttore del centro nazionale trapianti, Nanni Costa, ci e' stato spiegato che si tratta invece di pazienti vivi con patologia''. Per ovviare alle difficolta' espresse da piu' parti di accertare tale stato, per Calabro' si potrebbe pensare a ''linee guida del ministero''. In ogni caso, visto che l'esame da parte del Senato dovra' concentrarsi solo sulle parti modificate dall'altro ramo del Parlamento, ''possiamo contare su un ritmo di lavoro piu' rapido''.Le modifiche introdotte al ddl sul biotestamento alla Camera, che rendono valide le dichiarazioni anticipate di trattamento nel momento in cui ci sia ''accertata assenza di attivita' cerebrale integrativa cortico-sottocorticale'', puo' aprire la porta ad un aumento del contenzioso. Il dubbio e' stato sollevato nel corso delle audizioni in commissione Sanita' del Senato sia dal presidente degli Ordini dei Medici, Amedeo Bianco, sia dal presidente della Societa' italiana di medicina legale, Paolo Arbarello.  ''E' difficile - ha sottolineato Bianco - tradurre il principio giuridico introdotto nel testo in una valida e oggettiva valutazione clinica'', sia perche' gli strumenti per l'accertamento non sono diffusi su tutto il territorio, sia perche' ''la risonanza magnetica funzionale'' da' spesso ''falsi positivi e falsi negativi'' e lo stesso ideatore, Adrian Owen, ha chiarito anche il senatore del Pd, Ignazio Marino, ''ha messo in guardia da un suo uso per scopi dirimenti dal punto di vista clinico''. Il rischio che possa aumentare un contenzioso ''che al momento non e' stato registrato'', ha detto anche Arbarello, ''effettivamente c'e' '', in particolare quando si tratta di pazienti ''che stanno a casa'' e non sono presi in carico da strutture sanitarie. Come e' da tenere presente che con la ''clamorosa'' cancellazione del collegio di medici che doveva intervenire in caso di controversie, qualora ci sia dissenso tra medico e fiduciario o familiari ''si andra' direttamente davanti al magistrato''.  In ogni caso, ha chiarito Alessandro Nanni Costa, direttore generale del Centro Nazionale Trapianti, non si puo' pero' dire che malati che si trovano in assenza di attivita' integrativa corticale e sottocorticale siano pazienti praticamente ''morti''.

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