Medici in piazza, con i tagli alla sanità si abbassa la qualità delle cure: lettera al Governo inviata da tutte le associazioni

Sindacato | Redazione DottNet | 13/10/2011 19:27

"Un Governo malato non va rianimato", gridavano in coro i sindacati medici, accorsi questa mattina in piazza Montecitorio per un sit-in di protesta contro "i tagli indiscriminati" che stanno soffocando il settore e che rischiano di portare "il sistema al collasso". Rigorosamente in camice bianco, indosso un fischietto o uno stetoscopio, dietro lo slogan "la sanita' non si tocca" un migliaio di persone espressione di 25 sigle sindacali, per una volta unite, hanno provato a far sentire la loro voce, 'indignata' per come "il Governo sta riducendo una sanita' sempre "piu' povera e per i poveri". Consegnata anche una lettera ai vertici del Governo con un accorato appello da parte di tutte le sigle.

"Siamo qui in piazza per protestare contro il taglio di 8 miliardi previsto per il 2013-2014, che sommato ai 4 miliardi gia' tagliati nel periodo 2010-2012 hanno portato 8 miliardi in meno nel settore sanitario", chiarisce il leader della Fp-Cgil, Massimo Cozza. "Questo significa mettere letteralmente in ginocchio il servizio pubblico". E alla fine a farne le spese "saranno i cittadini", puntualizza Vincenzo Carpino, leader dell'Arooi-Emac (Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani), che intravede gia' un abbassamento della qualita' delle cure. "Prima in un ospedale pediatrico usavo degli aghi neonatali particolari, che avevano un costo, oggi in molti casi rischio di avere aghi cinesi", spiega Carpino, sottolineando che questa tendenza al risparmio e al ribasso vale per i materiali di consumo semplici, come aghi e siringhe, ma anche per i farmaci, "ci obbligano ad usare i generici", e per le attrezzature, che "per chi fa il nostro lavoro sono determinanti". E proprio per cercare di porre un argine a questa "spirale recessiva che mette a rischio non solo la sostenibilità economica ma anche le sue caratteristiche di equita' ed accessibilita'", i medici hanno chiesto  un'inversione di tendenza in materia economica e tale proposito hanno consegnato alla segreteria del presidente della Camera, Gianfranco Fini, 10200 firme di adesione alla campagna "Cambiamo la manovra", raccolte via web. "Condivido in pieno la dura protesta dei medici: il Governo ha dimostrato un accanimento incomprensibile verso di loro e, piu' in generale, verso il Ssn", ha affermato il senatore del Pd, Ignazio Marino, secondo il quale "e' chiaro l'intento del Governo: penalizzare tutto cio' che e' pubblico e sacrificare, in particolare, la competenza e la professionalita' di chi presta servizio negli ospedali pubblici".

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