Col farmacista ospedaliero si riducono costi ed errori

Farmacia | Redazione DottNet | 15/10/2011 12:57

Una riduzione della necessita' di scorte dei farmaci fino all'88% e un calo degli errori del 30%: non e' un miracolo, ma il risultato di avere un farmacista ospedaliero nei dipartimenti di oncologia a lavorare a fianco del medico. Lo ha verificato un progetto pilota, avviato dal Ministero della Salute, e condotto dalla Sifo (Societa' Italiana di Farmacia Ospedaliera) in 5 ospedali (Torino, Padova, Ancona, Bari, Taormina).

''L' obiettivo - spiega Laura Fabrizio, presidente Sifo - e' produrre un modello di riferimento per introdurre il farmacista di dipartimento in tutte le aziende sanitarie italiane. In questo modo si puo' concorrere a prevenire gli errori in terapia e a minimizzarne gli esiti, intervenendo in tutte le fasi del percorso del farmaco in ospedale, cioe' prescrizione, preparazione, trascrizione, distribuzione, somministrazione e monitoraggio''. Con il progetto si e' visto che la presenza di un farmacista, anche durante le visite in reparto, riduce drasticamente gli eventi avversi con un notevole risparmio sui costi sanitari e una diminuzione della durata delle degenze. Ad essere coinvolti sono stati i dipartimenti di oncologia ed ematologia, in cui vengono utilizzati trattamenti ad alto costo. ''L'introduzione del farmacista nel dipartimento oncologico - rileva Marco Venturini, presidente dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) - permette una gestione piu' oculata del farmaco, abbattendo del 30% le possibilita' di errori, come gli scambi delle medicine tra un paziente e l'altro''. I risultati della sperimentazione hanno dimostrato il cambiamento tra il prima e il dopo: piu' pazienti sono stati iscritti nel registro Aifa dei farmaci oncologici, con un accesso piu' facile alle terapie anti-tumorali, c'e' stata una maggiore attenzione all'uso dei medicinali fuori dall'indicazione per cui sono registrati, si e' ridotto il valore in euro delle scorte di farmaci nell'armadio di reparto, e sono diminuite le ri-ospedalizzazioni per reazioni avverse da medicinali.

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