Mammografia annuale, un caso su dodici è un falso positivo

Oncologia | Redazione DottNet | 19/10/2011 12:55

Sottoporsi ogni anno ad una mammografia, passati i 40 anni, aumenta il rischio per le donne di essere richiamate per un secondo esame, per poi verificare che in un caso su 12 si e' trattato di un falso allarme sulla presenza di patologie al seno. Uno studio americano fa luce sul corretto intervallo di tempo entro il quale sottoporsi alla mammografia, esame che rappresenta un valido strumento per individuare tumori del seno, anche in fase precoce.

La ricerca, pubblicata sugli Annals of Internal Medicine e' stata condotta dal Group Health Research Institute di Seattle e gli studiosi hanno analizzato i dati di oltre 169 mila donne tra i 40 e i 59 anni. Con lo screening annuale, in 10 anni, il 61% delle donne e' stato richiamato perche' la prima lettura era stata inconcludente e circa 1 donna su 12 ha ottenuto dal secondo esame, in molti casi una biopsia, un esito di falso positivo. Con uno screening biennale la percentuale delle pazienti richiamate per un approfondimento e' scesa al 42%. Allungare il periodo dello screening, secondo i ricercatori non si traduce nella possibilita' di non individuare lesioni tumorali in uno stadio precoce. Secondo i dati, fare la mammografia ogni due anni non ha inciso significativamente sulla gravita' dei casi di tumore del seno. Tra le donne con questa diagnosi, quelle che hanno fatto la mammografia ogni due anni avevano solo una leggera probabilita' in piu' di ricevere una diagnosi di cancro in stadio avanzato, rispetto a quelle che avevano fatto una mammografia all'anno.

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