Diabete, da novembre anche in Italia la metformina. Simg: è la patologia che più impegna i medici di medicina generale

Diabetologia | Redazione DottNet | 20/10/2011 13:00

In Francia e Gran Bretagna e' gia' disponibile da un paio d'anni, mentre in Italia lo sara' dal prossimo novembre e a carico del Servizio sanitario nazionale: si tratta della nuova formulazione solubile della metformina, farmaco usato nel nostro Paese dal 51% delle persone con diabete di tipo II. Ad annunciare questa novita' sono stati oggi i diabetologi in una conferenza stampa a Milano. Il vantaggio di assumere il medicinale sciolto nell'acqua, e non in compresse grandi fino a 2 cm, stara' soprattutto in una migliore aderenza alla terapia dai pazienti.

 Da un'indagine Eurisko su 180 diabetici e' emerso infatti che i diabetici di tipo II devono prendere ogni giorno mediamente 6,2 compresse tra quelle per curare il diabete e le altre per malattie associate, come ipercolesterolemia, ipertensione, insufficienza renale, disturbi circolatori. E spesso, come ha evidenziato l'indagine, si finisce per dimenticarne qualcuna. Succede al 38% delle persone in terapia antidiabetica orale, con una media di una volta a settimana. Il 72% lamenta problemi nel prendere i farmaci, principalmente costituiti dall'elevato numero di compresse e dalla difficolta' a deglutirle per la loro grandezza.  ''Poter disporre della metformina solubile - spiega Carlo Bruno Giorda, presidente dell'Associazione Medici Diabetologi (Amd) - e' un passo avanti molto importante, perche' rende piu' facile l'assunzione del farmaco, soprattutto nelle persone anziane o reduci da ictus che hanno difficolta' nella deglutizione, migliorando il risultato della cura''. Un cambiamento positivo anche secondo i medici di famiglia, come rileva Gerardo Medea, della Societa' italiana di medicina generale (Simg), ''perche' il piu' delle volte la decisione di un paziente di interrompere o non seguire accuratamente una cura per una malattia cronica, come il diabete, deriva proprio dalla complessita' del trattamento, dal numero totale di compresse giornaliero, dalla presenza di effetti indesiderati e dalla difficolta' di deglutizione''. Il diabete mellito di tipo II e' la seconda patologia per carico di lavoro e assorbimento di risorse sanitarie per i medici di medicina generale, dopo l'ipertensione, ma e' il primo se si considerano le prime 30 ragioni di consultazioni a paziente in un anno, con una media di 7,57 registrate nel 2009. E' quanto emerge dai dati presentati da Gerardo Medea, responsabile dell'area metabolica della Societa' italiana di medicina generale (Simg).  ''Il diabete mellito - spiega - e' una delle patologie con il carico maggiore per i medici di base e assorbe moltissime risorse sanitarie: rappresenta il 5,3%, dopo l'ipertensione che e' quasi il 16%. A seguire ci sono i disordini del metabolismo dei lipidi con quasi il 4%, e le malattie dell'esofago al 2,5%''. Tuttavia, se si vanno a vedere quali sono state le prime 30 patologie, in media, per cui un paziente si e' rivolto al medico di famiglia tra il 2005 e 2009, si puo' vedere ''che il diabete mellito e' al primo posto, passato da 7,11 a 7,57 in 4 anni, seguito da altre forme di cardiopatia ischemica cronica, con 7,3 contatti nel 2009''. A seguire ci sono l'infarto (7,2), il morbo di Parkison (6,65), l'ipertensione (6,59) e le psicosi schizofreniche (6,09). Tornando al diabete, il suo impatto si vede anche a livello di farmaci prescritti. ''Il numero medio di scatole per ogni prescrizione - conclude Medea - e' di 1,5, in un mese sono 3,5. Molti di questi pazienti pero' sono colpiti anche da altre malattie, e quindi sono costretti a prendere in modo continuativo altri farmaci: il 20% circa 1-2, il 47,8% da 3 a 6, e il 25% da 7 a 10''.

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