Rimborsi specializzandi, il Ddl stabilità dimezza i termini di prescrizione. Cgil: si annulla la sentenza della Cassazione, è un altro colpo ai medici

Professione | Silvio Campione | 20/10/2011 17:39

Con il Ddl Stabilita' il Governo ''continua la politica di accanimento contro i medici; questa volta attraverso il dimezzando dei termini di prescrizione, che passa da dieci a cinque anni, per il risarcimento dovuto a causa del mancato tempestivo recepimento delle direttive comunitarie''. E' quanto sottolinea, in una nota, Fp-Cgil Medici nel precisare che ''si annullano così le sentenze della Cassazione, in particolare la più recente (17350/11), che fissavano dieci anni di prescrizione, a decorrere dal 27 ottobre 1999, per il risarcimento della mancata retribuzione degli specializzandi che hanno frequentato le scuole universitarie dal 1 gennaio 1983 all'anno accademico 1990-1991''

Mancata retribuzione che, denuncia ancora la Federazione Lavoratori Funzione Pubblica Cgil Medici, ''viola la normativa comunitaria in materia''. Arriva ''un altro provvedimento che colpisce i diritti dei medici - ha concluso Massimo Cozza, segretario nazionale Fp-Cgil Medici - migliaia di colleghe e colleghi, le cui cause sono ancora in corso, in questo modo perderebbero in media oltre 40.000 euro". Come si ricorderà, la suprema Corte di Cassazione, con una sentenza del 18 maggio scorso, aveva accolto le tesi da "sempre sostenute dal Codacons" in materia di mancata remunerazione dei medici specializzati. Lo sottolineava una nota della stessa associazione dei consumatori, spiegando in particolare che la Cassazione ha riconosciuto che "il termine di prescrizione decennale è da ritenere decorrente dall'entrata in vigore (27 ottobre 1999), della legge n. 370/99, che stabiliva il diritto alla remunerazione in favore di quei medici destinatari all'epoca di alcune sentenze favorevoli emesse dal Tar Lazio, a metà anni 90". I giudici avevano anche stabilito l'entità del risarcimento nella misura di 21,5 milioni di vecchie lire per ogni anno di specializzazione, ossia circa 40mila euro per 4 anni oltre gli interessi. Nello specifico, spiegava a maggio l'associazione, "la sentenza ha affermato espressamente che la prescrizione in materia di mancata remunerazione dei medici specializzati, si compie, in assenza di appositi atti interruttivi, il 27 ottobre 2009". Per l’occasione  il Codacons aveva anche diffidato i il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e la Presidenza del Consiglio dei Ministri affinché dessero esecuzione spontanea alla sentenza per ragioni di equità a favore anche di coloro che non hanno fatto ricorso".  In sostanza, la Corte di Cassazione aveva ritenuto che con tale legge lo Stato manifestava in modo definitivo la volonta' di non voler adempiere all'attuazione della direttiva che prevedeva l'obbligo di remunerazione dei medici specializzandi, e che da tale momento pertanto inizia a decorrere il termine decennale di prescrizione. Tale sentenza poi riconosceva, per taluni casi di omesso recepimento di direttive comunitarie, che la prescrizione non avrebbe avuto decorrenza  sino a quando lo Stato rimane inadempiente all'obbligo di recepirle nell'ordinamento italiano. E su questa base si sarebbe potuto lavorare per ottenere dei risultati anche per coloro i quali non avevano interrotto la prescrizione, non avendo proposto la causa prima di tale data, ovvero non avendo inviato apposita lettera raccomandata con cui si richiedeva la remunerazione in questione. Ma adesso è tutto rimesso in discussione.

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