Simi, le polmoniti più gravi si prendono negli ospedali

Redazione DottNet | 24/10/2011 09:50

Quasi la meta' di tutte le polmoniti in Italia si prende in strutture ospedaliere, ed e' anche la forma piu' grave, con un tasso di mortalita' del 18% contro quello del 7% di chi si ammala fuori. Questo perche' i batteri che si sviluppano negli ambienti ospedalieri si selezionano e diventano molto piu' resistenti agli antibiotici. E' quanto emerge da un importante studio sulle polmoniti presentato al 112/mo Congresso della Societa' di Medicina Interna (SIMI), che si e' aperto a Roma, secondo cui il 18% delle polmoniti contratte in Italia e' ''nosocomiale'', ossia si causata da una infezione acquisita in ospedale, e un altro 30% si prende in seguito a frequenti contatti con strutture sanitarie come day hospital, in cronicari o in istituti per la riabilitazione.

Chi prende la polmonite durante un ricovero, rileva lo studio, impiega inoltre piu' tempo per guarire: 19 giorni contro i 15 di chi contrae la malattia in condizioni ordinarie. ''La polmonite nosocomiale (Hap) e quella che insorge in comunita' ma che e' associata a procedure sanitarie (Hcap) sono le piu' gravi - spiega Mario Venditti del dipartimento di Sanita' Pubblica e Malattie Infettive al Policlinico Umberto I e professore associato all'Univesita' La Sapienza di Roma -, in quanto causate dagli stessi batteri che si sviluppano negli ambienti ospedalieri e si selezionano, diventando molto piu' resistenti agli antibiotici che qui vengono usati in dosi importanti''. Secondo il prof. Francesco Violi, presidente SIMI, si dovrebbero studiare terapie antibiotiche ad hoc per la polmonite ''nosocomiale'': ''Dovremmo tutti in generale capire che rimanere in ospedale a lungo e' pericoloso, perche' e' un ricettacolo di batteri. Vale per i visitatori, soprattutto per i bambini. Dovremo cercare di orientarci sempre piu' verso le cure domiciliari''.

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