Fazio, iniquo il ticket: va impostato sulle fasce di reddito. Tomassini: forti lobby ostacolano il Ddl sulla responsabilità del medico

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 23/10/2011 19:06

''Il ticket gia' inserito nella sanita' noi lo riteniamo assolutamente iniquo perché lineare. Noi vogliamo che venga impostato su criteri di censo, cioe' per fasce di reddito che tengano anche conto, nei meccanismi di esenzione, del quoziente familiare. Cosi' facendo ovviamente non si vivra' un periodo di vacche grasse, siamo in attesa di momenti migliori, ma credo che questa possa essere una strada su cui potremo lavorare tutti insieme''. Questa la riforma nel regime dei ticket sanitari richiesta dal ministro della salute Ferruccio Fazio a margine del convegno 'Percorsi di innovazione per le cure primarie' in corso fino a domani a Parma.

 ''Io vorrei ricordare il grave momento di crisi che sta attraversando il Paese e l'ultima manovra di luglio è stata fatta in un momento di grandissima difficolta' - ha poi sottolineato il ministro - Noi operatori della sanita' ovviamente vorremmo che non ci fossero tagli e stiamo cercando di lavorare ad una ipotesi di manovra ridotta per quanto attiene i tagli di due miliardi aggiuntivi per il 2014. Vogliamo che ricomprendano gli 830 milioni del ticket gia' inserito'', e che il ministro vuole riformulare in base a fasce di reddito.  ''Il mio ddl sulla responsabilita' professionale del medico, in cui sono confluiti altri disegni di legge simili, e' fermo ormai da tempo alla commissione Bilancio del Senato, anche se non ci sono elementi di spesa. Ci sono delle forti lobby di potere che vogliono fermarlo''. Cosi' Antonio Tomassini, presidente della commissione Sanita' del Senato.  ''Eppure e' un testo che se approvato - spiega - farebbe risparmiare all'Italia 3 miliardi di euro di contenzioso aperto l'anno''. Tra le misure previste nel ddl ci sono la ripartizione ''della responsabiltia' con l'ente, l'obbligo assicurativo - conclude Tomassini - la possibilita' di azione diretta, l'arbitrato, perche' la camera di conciliazione non serve, e le unita' di rischio preventivo, composte da un medico legale, dalle associazioni dei pazienti e dalle unita' tecnologiche''.
 

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato