Tumore alla prostata, bene i primi test del vaccino

Redazione DottNet | 24/10/2011 16:43

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Si sta concludendo con esiti positivi la sperimentazione clinica di fase I del nuovo vaccino del tumore alla prostata e al rene denominato GX301 e ideato dai docenti della facolta' di medicina di Genova Gilberto Filaci e Paolo Traverso. La sperimentazione, iniziata quasi due anni fa dopo avere ricevuto l'approvazione da parte dell'Istituto Superiore di Sanita', e' stata attuata all'Azienda ospedaliero-universitaria San Martino di Genova.

 Sebbene i risultati della sperimentazione dovranno essere confermati da studi futuri con casistiche piu' ampie di pazienti, essi indicano che il vaccino GX301 ha un certo grado di efficacia clinica in assenza di effetti collaterali significativi. Il vaccino GX301, sperimentato con esito positivo a Genova, e' mirato a indurre nei pazienti affetti da tumore una risposta immunitaria capace di riconoscere le cellule maligne e di ucciderle. In particolare, si fonda sull'impiego di frammenti di una molecola, chiamata telomerasi, molto concentrata nelle cellule tumorali, che generalmente non e' presente nelle cellule sane.  Grazie al vaccino, i linfociti dei pazienti imparano a riconoscere la telomerasi e a uccidere le cellule che la posseggono.  Sebbene il vaccino potenzialmente possa essere applicabile al trattamento di ogni tipo di malattia neoplastica, questa prima fase della sperimentazione e' stata limitata ai pazienti affetti da tumore della prostata o da tumore del rene in stadio molto avanzato di malattia che non rispondono piu' ad altre linee di trattamento convenzionale.  Dopo aver accertato che il trattamento non reca tossicita', gli studiosi hanno riscontrato su tutti i pazienti sottoposti a sperimentazione che c'e' risposta specifica al vaccino e in qualche caso tali risposte hanno prodotto attivita' anti-tumorale.