Entro l’anno la prima pillola contro la sclerosi multipla: ecco come funziona

Redazione DottNet | 24/10/2011 16:01

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In arrivo entro l'anno anche in Italia la prima 'pillola' per il trattamento della sclerosi multipla. Si tratta del primo farmaco orale autorizzato per questa patologia ed ha dimostrato di avere un grado di efficacia notevole: con fingolimod, prodotto dall'azienda Novartis, si e' infatti registrata una riduzione del 71% del tasso di ricadute nella sm. La novita', con vari studi e poster, e' stata presentata al Congresso dei comitati europeo e statunitense per la cura e la ricerca sulla sm in corso ad Amsterdam. Ad oggi, circa 25.000 pazienti sono stati trattati con il principio attivo fingolimod ed il faramaco e' gia' disponibile negli Stati Uniti ed in alcuni altri paesi europei. In Italia e' stata avviata la procedura per la domanda di registrazione ed il farmaco sara' appunto disponibile entro il 2011.

 Fingolimod e' il primo di una nuova classe di composti chiamati modulatori dei recettori della sfingosina ed ha dimostrato un'efficacia superiore rispetto ai farmaci finora utilizzati. E' indirizzato ai pazienti con sm recidivante-remittente o con malattia particolarmente grave ed a rapida evoluzione. Il principio attivo ha inoltre dimostrato di ridurre il tasso di atrofia cerebrale, o perdita di volume cerebrale, rispetto ad altri farmaci come l'interferone. Ma qual e' il meccanismo di azione della prima pillola contro la sm? In pratica, fingolimod 'sequestra' i linfociti nei linfonodi e cio' impedisce ai globuli bianchi di raggiungere il sistema nervoso centrale dove protrebbero attaccare la guaina di mielina che protegge la fibra nervosa, riducendo cosi' il danno infiammatorio. Il 'sequestro' e' pero' reversibile alla sospensione del trattamento. ''Fingolimod ha gia' dimostrato un'efficacia significativa in ampi studi clinici e questi importanti dati presentati al Congresso rinforzano l'efficacia del farmaco in vari sottogruppi di pazienti che hanno bisogno di un nuovo trattamento'', ha affermato Davis Epstein, responsabile Pharmaceuticals Division, Novartis Pharma. La nuova 'pillola', affermano gli esperti, presenta anche una maggiore tollerabilita' e questo si spera possa aiutare i pazienti a seguire con piu' facilita' il trattamento. Il faramco, ha commentato il direttore del Dipartimento neurologico dell'Istituto San Raffaele di Milano Giancarlo Comi, ''ha un profilo di efficacia decisamente rilevante e supriore all'interferone beta oggi in uso. Inoltre - ha aggiunto - la tollerabilita' e' ottima e la sicurezza e' buona''. Un trattamento, grazie alla somministrazione orale, conclude Comi, che ''benche' richieda attenzione nel seguire con costanza la terapia, rappresenta senza dubbio un trattamento meno gravoso per il paziente''.