Giovani farmacisti, no alle multinazionali nel mercato italiano

Redazione DottNet | 24/10/2011 16:38

Giovani farmacisti dell'Agifar di Milano e Modena in allarme per la volonta' di talune aziende multinazionali di entrare nel mercato della farmacia italiana, ''stravolgendo - come sottolineano in una nota congiunta - il sistema assistenziale e portandolo ad un normale bilancio aziendale''. Un arrivo delle catene tipo Boots sul territorio italiano ''rischioso'', a giudizio dei farmacisti junior, che prefigurano una realta' con grossisti principali che rimarranno dopo le prossime fusioni, gestori in franchising della maggior parte delle farmacie sul territorio italiano, naturalmente di quelle piu' remunerative e con bacino d'utenza piu' ampio.

 ''Il metodo di gestione di queste aziende - secondo Agifar - non e' idoneo al sistema sanitario italiano, che mira invece ad una assistenza capillare, professionale e di qualita' su tutto il territorio nazionale. L'unico modo per poter garantire cio' rimane affidare il sistema farmacia a dei farmacisti privati che rispondano personalmente e professionalmente di tutto l'operato svolto all'interno della loro attivita', come d'altra parte avviene tuttora''. Che fine faranno i giovani farmacisti, una volta conseguita la titolarita' di una farmacia, non avendo la possibilita' di competere con il capitale di queste multinazionali miliardarie? si chiedono. Agifar pertanto chiede che ''il governo debba provvedere a colmare quei gap di legge che permettono a tali soggetti di entrare in un sistema che cosi' com'e' garantisce un ottimo servizio alla popolazione senza essere basato esclusivamente da concetti di profitto, dato che i proprietari delle multinazionali sono degli azionisti che col cittadino e con il sistema sanitario non hanno nulla da spartire''.

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